«Pianeta sanità nel piceno: quello che non ci spieghiamo e che non riusciamo a spiegare ai dubbi dei cittadini. Ci riferiamo alla separazione della cardiologia di oggi, quella ad indirizzo riabilitativo, dalla medicina d’urgenza ed a un pronto soccorso lasciato al suo destino». E’ il nuovo affondo del movimento Cittadino Attivo che torna ad occuparsi della sanità picena, ed in particolare di quella sambenedettese. «Un ritorno al passato per la cardiologia -accusa i rappresentanti dell’associazione- ma priva dell’ unità coronarica. Insomma, avevamo l’ unità coronarica con circa 6 posti letto,  ed oggi, in una sorta di permuta, si propone e ventilano più o meno 3 posti monitor che non rappresentano l’ Utic bensì una sorta di osservazione intensiva. E certo! L’ unità coronarica prevede uno standard di tecnologie e personale diverso da quello che stanno prevedendo ora. Quindi nessuna maggiore levatura qualitativa da questa divisione. Medicina d’urgenza da una parte e cardiologia ad indirizzo riabilitativo dall’ altra. Punto. Ma non dovevamo essere considerati un centro di massima considerazione per emergenze urgenze? Non dovevamo riprenderci l’ unità coronarica così come ci era stata tolta? Tra l’ altro la cardiologia ad indirizzo riabilitativo prevederebbe altro in termini organizzativi: per meglio dire le cardiochirurgie limitrofe dovrebbero far confluire i pazienti presso la cardiologia riabilitativa di San Benedetto ma di ciò non si sà nulla». E ancora:

Il pronto soccorso di San Benedetto

«La cardiochirurgia di Teramo -prosegue- manda i propri pazienti alla cardiologia riabilitativa di sant’ Omero, quest’ultima munita di 19 posti letto h 24 e palestra dedicata. La cardiochirurgia di Ancona dove manda i proprio pazienti? Quindi verrebbe riconsegnata una cardiologia ad indirizzo riabilitativo, che utilizzerebbe la palestra del servizio di fisioterapia, con dotazione di 14 posti letto in corsia e  3-4 posti dotati di monitor. Chiaro che Utic prevederebbe maggiori  dotazioni di personale e tecnologiche. Una operazione risparmio si potrebbe definire?». Capitolo pronto soccorso: «Invece sul fronte del pronto soccorso -prosegue- la programmazione estiva ancora è in alto mare e nemmeno le lunghe file di attesa scuotono le anime dei nostri politici regionali. Formalità espletate tra avvisi e bando concorsuale ma nulla di fatto sì è ancora concretizzato. L’azienda Asur5 ha emesso un bando avviso interno per individuare e nominare un “facente funzione” il quale avrebbe dovuto “guidare” il pronto soccorso sino alla nomina del nuovo primario che, prenderebbe servizio, stante alle previsioni, più o meno reali, ben oltre luglio 2018. Sono trascorsi oltre due mesi e nonostante le tante difficoltà che il pronto soccorso deve affrontare, nulla di fatto. Senza nulla togliere alle altre realtà ospedaliere, pensavamo che il pronto soccorso di San Benedetto potesse ricevere una attenzione particolare, vista la centralità che occupa, per operatività e collocazione geografica. La speditezza della nomina -conclude- sarebbe stato un segnale di maggiore attenzione verso gli operatori ed un servizio, oggi fermo in termini di riunioni programmatiche. L’ esito dell’ avviso prevede indubbiamente un vincitore ma dopo 60 giorni ( due mesi) ancora nessuna traccia.  Chiaramente questo silenzio assordante rappresenta il volere della Regione Marche, ma evidentemente l’esito delle  politiche nazionali non è stato sufficiente a lenire l’ arroganza di questa classe politica, sempre più distante dai problemi dei cittadini e dei lavoratori».

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