di Serena Reda

È dall’impegno di Tonino Armata e Stefania Spacca che nel 2004 nasce l’associazione Città dei bambini, una realtà che permette la sensibilizzazione e l’interazione dei più piccoli. Oggi, dopo più di 10 anni, questa realtà è ancora attiva e permette la realizzazione di eventi come “Smonta il bullo”, spettacolo teatrale che coinvolge sia i bambini sul palco che come spettatori. È in programma per martedì 10 aprile alle ore 10 e – novità di quest’anno – in replica alle 21 presso il teatro comunale Concordia.  Lo spettacolo è interpretato dai 21 ragazzi della classe quinta C, indirizzo musicale.
Lo spettacolo teatrale è il risultato di molte realtà. Non solo l’associazione ma anche l’amministrazione comunale, l’Osservatorio permanente per l’infanzia e l’adolescenza e la compagnia teatrale 7/8 chili di Offida. Prevista per la serata anche la partecipazione dell’avvocato Andrea Nobile, garante regionale dei diritti dell’infanzia. L’evento si inserisce nella nona edizione della Festa dei bambini e giunge a conclusione di un ciclo triennale di eventi dedicati a combattere il bullismo. Lo spettacolo è accompagnato da una coreografia della scuola di danza Prima musa sulle note della canzone I remember (the bully song).

La presentazione odierna

«Far diventare i ragazzi protagonisti è più efficacie di altre attività», commenta Ado Evangelisti, dirigente scolastico dell’Isc sud Spalvieri. “L’attività teatrale permette di lavorare sull’empatia” replicano Davide Calvaresi e Giulia Capriotti che si sono occupati dell’allestimento teatrale. Valentina Speca, presidente dell’associazione, spiega che l’università di Firenze ha svolto degli esami a seguito dei quali sono emersi risultati migliori in classi dove venivano proposti giochi di ruolo o attività teatrali. Il lavoro fatto da Giulia e Davide prevede, in una ventina di lezioni da due ore, di partire dagli input dei bambini stessi e poi di portare in scena le loro esperienze seguendo una metodologia ludica e di improvvisazione. «Noi – spiega Giulia – abbiamo solo aggiustato il tiro». I ragazzi amano partecipare in ogni modo a questo tipo di eventi, tanto che la Capriotti definisce tutti gli organizzatori “felicissimi per il grande passaparola” che c’è stato tra gli studenti degli istituti nord, centro e sud.
«L’obiettivo – prosegue Evangelisti – resta il benessere dei ragazzi a scuola” perché in molti casi quella che l’insegnante Brunilde Crescenzi non esita a definire “piaga sociale” nasce per un vero disagio. Dunque questi progetti – ma prima ancora gli istituti scolastici – si preoccupano tanto di chi subisce quanto di chi provoca, per recuperare situazioni che da bravata possono diventare bullismo “anche con l’aiuto delle famiglie».

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