
Giorgio Fede
Il dado è (quasi) tratto. Anzi, sarà tratto nella giornata di domenica. Quando il direttivo comunale del Partito Democratico si riunirà e il segretario comunale Marco Giobbi farà pubblicamente la proposta di candidare sindaco a San Benedetto, per il centrosinistra, il parlamentare del M5S Giorgio Fede. Dopo mesi di trattative la decisione sarà quindi ufficializzata, nonostante, nelle ultime settimane, la resistenza della minoranza del Partito Democratico che ha avanzato la proposta di Fabio Urbinati.
Dunque domenica decisiva, come hanno detto, durante la visita a San Benedetto dell’europarlamentare Pd Nicola Zingaretti, ex segretario nazionale, sia il segretario comunale Giobbi che il segretario provinciale Francesco Ameli.
«La decisione non è più rimandabile – ha dichiarato Giobbi – Domenica avremo una riunione del direttivo comunale e lì porterò la proposta di appoggiare Giorgio Fede. Il nostro percorso può essere da esempio anche per il resto della Regione Marche».
Rafforza il concetto Ameli: «Non possiamo più aspettare. Il centrosinistra si deve muovere nell’ottica dell’altruismo, anche per il campo largo. Dobbiamo avere la capacità di essere altruisti, anche verso il Movimento Cinque Stelle. In questo momento leggiamo che nel centrodestra c’è il caos quindi dobbiamo chiudere la partita della scelta del candidato e farlo in fretta».
Concetti espressi anche da Zingaretti, anche se non nel merito: «Le scelte le fanno i territori. Quello che posso dire, in un momento così tragico per la storia mondiale, è che io ho sempre lavorato per l’unità. Alle ultime elezioni il centrodestra è stato minoranza, però era unito e ha battuto le opposizioni divise».
A stretto giro arriva però il comunicato di Elio Costantini, segretario del circolo nord del Pd di San Benedetto ed esponente della minoranza Pd: «Giobbi convoca un direttivo d’urgenza per domenica mattina, prima dell’Unione prevista per martedì sera, invitando a partecipare in modo inusuale ed estemporaneo, tutti i delegati dell’Unione e persino Comi, presidente della commissione di garanzia regionale. Noi ribadiamo la nostra posizione: se nei prossimi giorni si farà l’allargamento incondizionato del tavolo a tutte le forze del centrosinistra, massima disponibilità. Se non sarà così, ci troveranno sempre dalla parte della politica. Non ci prestiamo a inutili e illegittime forzature, come quella di domani. Ribadiamo la necessità di convocare un tavolo largo. Abbiamo lavorato per questo, che il tavolo scelga il candidato sindaco, unica strada per vincere. Altrimenti ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie azioni. Noi ci presenteremo in Unione comunale, non altrove».
Intanto il centrodestra si sta riorganizzando dopo il passo indietro di Sandro Donati, presidente della Banca del Piceno. Alcuni mal di pancia sono emersi dalla Lega, che ha proposto la candidatura a sindaco dei suoi esponenti Pasqualino Piunti (il quale sta lavorando da tempo con le sue tre liste) e Lorenzo Marinangeli. Proprio quest’ultimo spiega che i cittadini «ci chiedono un sindaco sambenedettese, «non una scelta calata dall’alto o da Ascoli. Nella Lega siamo in due, io e Piunti, ci sono candidati di Fratelli d’Italia e possiamo valutare le civiche come quella di Nicola Mozzoni o il presidente di Confindustria Simone Ferraioli».
Fratelli d’Italia ha al momento quattro nomi sul tavolo: Gianni Balloni, Gigi Cava, Giuseppe Formentini e Pierluigi Tassotti. Nei prossimi giorni individuerà il proprio candidato unico e si confronterà con gli altri partiti della coalizione (principalmente la Lega, perché Forza Italia non propone candidati sindaco) per arrivare a una sintesi. Difficile però l’ipotesi di una candidatura civica senza esperienze amministrative (i citati Mozzoni e Ferraioli) proprio perché non si vuole ripercorrere l’esperienza della giunta Spazzafumo. Tra i civici, si aspetta l’ufficializzazione della candidatura del notaio Maria Elisa D’Andrea.
T.R.
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