
Il ds Patti (foto Ascoli Calcio)
di Salvatore Mastropietro
Dopo tre giorni di riposo si riparte. L’Ascoli si è ritrovato oggi al Picchio Village per iniziare il percorso che porterà al secondo turno nazionale dei playoff, in programma il 17 maggio. Un cammino tutto da costruire, con la consapevolezza di chi sa di aver già fatto qualcosa di importante e la fame di chi vuole ancora di più. A tracciare la rotta, in conferenza stampa, è stato il direttore sportivo Matteo Patti.
Si parte dall’atmosfera vissuta in questi giorni di pausa, dopo una stagione intensa e ricca di emozioni: «I ragazzi rientrano oggi, quindi è stata una settimana di riposo meritato per ricaricare le batterie dopo una stagione impegnativa, divertente ed entusiasmante. È stato un percorso che ci ha mostrato quanto si possa crescere con il lavoro e la passione».
C’è il rischio che una sosta prolungata porti la squadra a staccare la spina? Patti non sembra preoccupato: «Sinceramente respiro un’aria diversa, sia nel gruppo che in città: c’è un clima di “non vedo l’ora di giocare” e di continuare a divertirsi. Nessuno ha intenzione di staccare la spina perché, pur essendo stato fisicamente impegnativo, non è stato mentalmente stressante. Anzi, entriamo nel vivo di quello che sarà un nuovo campionato dove, finalmente, saremo artefici del nostro destino».
Si parla poi di Nando Del Sole, assente per gran parte della stagione e ora disponibile: «Nando è mancato per molto tempo, così come sono mancati a turno Guiebre, Damiani o Nicoletti. Tuttavia, la nostra forza è che non ci sentiamo mai in emergenza: abbiamo un gruppo importante in cui tutti sono dentro al progetto umanamente e tecnicamente. Tutti possono aiutarci ad alzare l’asticella in questo nuovo percorso. Silipo e Galuppini hanno tirato la carretta finora dimostrando grandi cose, ora Nando è una freccia in più per il mister, esattamente come lo è stato Corazza quando ci ha dato una spinta decisiva proprio nel momento in cui pensavamo quasi non servisse».
Sulle avversarie ai playoff: «Ai playoff arrivano solo le squadre migliori; è una formula dura ma bellissima. Ci sono piazze storiche con calciatori di categoria superiore e realtà meno blasonate ma con grandi impianti di gioco. Non farei nomi: essendo artefici del nostro destino, preferisco essere concentrato su quello che dobbiamo fare noi per questo popolo».

Galuppini con il ds Patti (foto Ascoli Calcio)
Sulle modalità di lavoro nelle prossime settimane: «Non ci saranno grandi cambiamenti nell’approccio. Utilizzeremo questi giorni per continuare a crescere nell’organizzazione e nella conoscenza, senza dimenticare il divertimento. Come dice il mister, la componente ludica deve essere la benzina per questo sprint finale».
Un passaggio sul girone B: Arezzo, Ascoli e Ravenna hanno fatto registrare medie punti altissime, quasi da un altro campionato. «È giusto complimentarsi con l’Arezzo perché chi vince ha sempre ragione: hanno costruito la squadra in più tempo e hanno fatto un percorso importante. Noi siamo partiti con un pizzico di ritardo, ma è stata una lotta entusiasmante fino alla fine».
L’Ascoli si presenta ai playoff con la miglior media punti tra le 28 partecipanti: «Abbiamo numeri innegabili: miglior difesa, miglior attacco e miglior media punti tra le seconde. Tuttavia, nei playoff si parte da zero: i numeri passano in secondo piano rispetto ai fatti. Giocheremo con grande consapevolezza ma sapendo che tutto ciò che è stato fatto finora viene resettato. Non nascondo che sono arrivati molti apprezzamenti per il lavoro svolto da tutti: staff, squadra e stampa. Ma i complimenti e le pacche sulle spalle non devono distoglierci dall’obiettivo. Dobbiamo restare a testa alta ma con gli occhi fissi sulla meta; spero che i complimenti veri arrivino tra un mese».

D’Uffizi e Gori, 13 e 12 reti a testa in campionato (foto Ascoli Calcio)
Un pensiero su Gabriele Gori, autore di 13 gol e 6 assist considerando anche la rete di Rimini, ma reduce da un periodo di appannamento: «Gabriele è un ragazzo generoso che sta studiando da leader. È normale che senta la responsabilità di voler essere centrale per questa città, e quando non segna per lui è un dramma. Ma per noi non è così: il suo contributo è sempre enorme, partecipa alle azioni e pressa costantemente. Siamo orgogliosi di lui e di Simone D’Uffizi: avere due capocannonieri da 13 gol è un dato eccezionale».
Sul legame con il popolo bianconero: «Direi che non è solo una tifoseria, è proprio una famiglia. Vivere in città ti fa percepire quanto l’Ascoli sia centrale nella cultura locale; vedere i bambini che girano con la maglia del Picchio e non con quelle delle big di Serie A è qualcosa di unico. Vogliamo proteggere questo rapporto con l’impegno e la serietà, continuando a rendere orgoglioso questo popolo. L’Ascoli è un popolo che allarga gli orizzonti oltre i confini cittadini. Abbiamo tantissimi abbonati che vengono dal Maceratese, dal Fermano e perfino dall’Abruzzo. Abbiamo visitato centri come Montegallo e Martignano e abbiamo in programma incontri in tutta la regione per rendere omaggio a queste persone che portano il bianconero nel cuore».
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