«Terza corsia, nessuna posizione ufficiale dai Comuni» il Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud replica a Baldelli

AUTOSTRADA - «Le scelte sbagliate sempre verranno pagate pesantemente dai cittadini nei tempi a venire. Alla Regione abbiamo più volte chiesto senza successo di entrare nel merito tecnico delle osservazioni sollevate. Facciamo presente che le forzature o i diktat non servono ad accelerare l’esecuzione delle opere pubbliche, al contrario le rallentano, mentre la partecipazione, garantita anche dalla legge, assicura quel dialogo istituzionale necessario per addivenire alla soluzione migliore per il bene comune del territorio. Riconfermiamo all’assessore la nostra disponibilità al dialogo in forma privata o pubblica»
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(foto Cristiano Ninonà)

Riceviamo dal Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud e pubblichiamo

 

In relazione alla recente nota stampa dell’assessore regionale Francesco Baldelli, che ribadisce l’unica opzione per l’A14 della terza corsia, ci corre l’obbligo di precisare quanto segue in quanto il rispetto della grammatica istituzionale è fondamentale in un sistema democratico come il nostro.

 

Al momento, l’unico ente della regione che ha preso una posizione ufficiale riguardo alla terza corsia dell’A14 nelle Marche sud è la Regione Marche, che l’ha recepita nel Piano Infrastrutture 2032, scelta che noi abbiamo pubblicamente criticato a suo tempo per la mancanza di una visione di sviluppo sostenibile delle Marche sud. 

 

Nessun Comune ha preso posizione ufficiale riguardo alla richiesta della terza corsia sul proprio territorio e pertanto non sussistono atti deliberativi di Consiglio Comunale al riguardo, al contrario ci risultano atti deliberativi in alcuni Comuni, non revocati, in cui si chiede la valutazione di percorsi autostradali arretrati invece della terza corsia. 

 

Riguardo ai citati incontri con i Sindaci, che non hanno alcuna rilevanza formale rispetto all’espressione della volontà di un Comune, gli stessi interpellati personalmente hanno dichiarato che si è trattato di incontri preliminari ove era impossibile per il momento esprimersi. 

 

Dobbiamo pertanto concludere che non esiste al momento alcuna filiera istituzionale compatta che nella Marche sud richiede la terza corsia sull’A14, al contrario il dibattito è molto aperto. 

 

Sempre in relazione alla grammatica istituzionale, ricordiamo all’assessore che la legge vigente dei Contratti Pubblici prevede un chiaro percorso per interventi che riguardano le autostrade, ovvero la obbligatoria redazione di alternative progettuali dell’opera e poi la loro valutazione nel previsto Dibattito Pubblico ove potranno partecipare enti locali e soggetti legittimati come il nostro. All’interno di questo percorso previsto dalla legge, abbiamo più volte richiesto che venisse redatto il progetto di fattibilità dell’alternativa progettuale della bretella autostradale arretrata a 4 corsie da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo, che avrebbe il pregio di salvare ambientalmente la costa, di salvare socialmente le aree interne riconnettendole a primarie vie di comunicazione, che potrebbe avere tempi di realizzazione e costi non superiori al complesso intervento per la terza corsia. Abbiamo chiesto inoltre più volte che venisse approfondito il tema del grave rischio frane presente sull’attuale percorso dell’A14 nelle Marche sud e che la Regione dovrebbe conoscere bene in quanto il Piano per l’Assetto Idrogeologico lo attesta inequivocabilmente, così come lo attesta la storia del territorio ed anche la tipologia di intervento di manutenzione che Aspi sta portando avanti in questo tratto da ben 9 anni. 

 

Ricordiamo all’assessore che la politica ha gravi responsabilità per le decisioni che riguardano le grandi opere infrastrutturali. Ha avuto gravi responsabilità quando ha deciso negli anni ’60 anni di deviare il percorso dell’A14 sulla costa nelle Marche sud, che invece era stato correttamente progettato arretrato. Ha avuto gravi responsabilità quando non ha gestito il noto rischio idrogeologico di aree a forte rischio come, ad esempio, nei recenti casi di Niscemi e Petacciato.  Avrà certamente gravi responsabilità sulla soluzione che verrà scelta per il potenziamento dell’autostrada nelle Marche sud. Le scelte sbagliate sempre verranno pagate pesantemente dai cittadini nei tempi a venire. Alla Regione abbiamo più volte chiesto senza successo di entrare nel merito tecnico delle osservazioni sollevate. Facciamo presente che le forzature o i diktat non servono ad accelerare l’esecuzione delle opere pubbliche, al contrario le rallentano, mentre la partecipazione, garantita anche dalla legge, assicura quel dialogo istituzionale necessario per addivenire alla soluzione migliore per il bene comune del territorio. Riconfermiamo all’assessore la nostra disponibilità al dialogo in forma privata o pubblica». 

 


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