
Castelli con i sindaci dei Comuni del cratere sismico
Ricostruire non soltanto per restituire edifici ai territori colpiti dal sisma, ma per creare nuove prospettive alle comunità. Questo è il messaggio lanciato durante l’evento “Un mattone per Amatrice”, all’auditorium della Laga, che vuole arrivare a tutti i Comuni colpiti dal sisma del 2016 nel Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Abruzzo.
Insieme per l’occasione istituzioni, amministratori locali, professionisti, strutture impegnate nell’emergenza e imprese.
Il percorso di rinascita delle aree colpite deve unire sicurezza, innovazione e sviluppo del territorio. «Occorre ricostruire un tessuto sociale e umano, bisogna lavorare uniti nella speranza di tornare a sorridere», ha sottolineato in apertura il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, intervistato dalla giornalista Isabella Di Chio insieme agli altri primi cittadini dell’area. Hanno portato il loro contributo, tra gli altri, i rappresentanti dei Vigili del Fuoco e gli assistenti sociali che quotidianamente offrono supporto alle tante persone che ancora fanno i conti con disagi sociali e psicologici.
«Per arrivare lontano, la ricostruzione deve essere realizzata in sinergia, mettendo insieme istituzioni, amministrazioni, professionisti, imprese e comunità – ha dichiarato il commissario straordinario Guido Castelli – È in atto un cambio di passo, che richiede ancora sforzi importanti, ma offre una prospettiva concreta ai territori. Pubblico e privato devono fare gioco di squadra, perché ricostruire significa restituire futuro alle persone».
«Queste aree – ha ribadito Alberto Longari di T2D Spa, main sponsor del convegno – per il valore simbolico che hanno assunto, possono diventare un laboratorio della capacità del Centro Italia di guardare al futuro senza paura. Sicurezza, durabilità, sostenibilità e comfort devono essere i principi di una ricostruzione capace non solo di rispondere ai bisogni di oggi, ma anche di valorizzare il territorio nel tempo».

Alberto Longari con il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi e l’architetto Stefano Boeri
L’evento si è concluso con l’intervento dell’architetto Stefano Boeri che ha spiegato: «Siamo arrivati ad Amatrice pochi giorni dopo il terribile sisma dell’agosto 2016 e da allora non l’abbiamo mai lasciata. La costruzione in pochi mesi dell’area Food (ancora attiva anche se era pensata per durare pochi anni) e l’inizio del grande e potente cantiere del nuovo Don Minozzi hanno ancor più rafforzato un legame di grande vicinanza con la popolazione di un luogo bellissimo, che sta lentamente rinascendo dalle rovine di una tragedia immane».
Gli appuntamenti proseguiranno anche nel fine settimana con approfondimenti tecnici dedicati a materiali, coperture, laterizi e sostenibilità applicati alla ricostruzione. Domenica 31 maggio la manifestazione si chiuderà con l’apertura dello spazio aggregativo gestito dall’associazione Ricostruire Amatrice Insieme.
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