Grande, grandissimo Franco Baresi. Campione di razza, uomo d’altri tempi, di quelli che non ne fanno più. La sua scomparsa, avvenuta nella notte a soli 66 anni, lascia inevitabilmente un vuoto. Non solo nel cuore di chi ama lo sport. Perché Baresi, prima che fuoriclasse del Milan e della Nazionale, era un esempio di rispetto, lealtà, passione. E lo sarà per sempre, in un mondo del calcio che sembra viaggiare verso direzioni completamente opposte.

Baresi in una sfida contro l’Ascoli di metà anni ’80 (foto Ascoli Calcio)

 

Sarà anche per questo che il cordoglio e l’affetto, oggi, arrivano da ogni dove, indistintamente. Senza colori o appartenenze. Anche l’Ascoli, contro cui fu protagoniste di tante sfide sui campi di Serie A, si è unito al coro riportando la dichiarazione pronunciata qualche anno fa nel corso di un’intervista: «Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il “Del Duca” di Ascoli. L’unità d’intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell’Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile».

 

E se lo diceva lui…

 

Baresi è entrato nell’Olimpo del pallone come difensore ineguagliabile, abilissimo nell’anticipo e nel tackle, una cerniera umana, un cecchino “al contrario”, moderno, veloce: una sicurezza. Va da sé che non fu mai una presenza costante nei tabellini dei marcatori, con 33 gol in oltre 700 partite. Uno di questi, però, lo segnò proprio al “Del Duca” contro il Picchio in un match di Coppa Italia: era il 7 settembre del 1986, e Baresi pareggiò all’83° (su rigore) il gol di Trifunovic. Sulle rispettive panchine, il barone Nils Liedholm ed Aldo Sensibile. Finì 1-1. Altra annotazione legata al Piceno: la sua prima da capitano del Milan fu contro la Samb, il 12 settembre 1982 a San Siro.

 

L’unica consolazione resta oggi nei ricordi, soprattutto in quelli di chi ha avuto il privilegio di averlo visto giocare, da tifoso o da avversario. Sempre con la stessa maglia. Senza fisico palestrato, senza social, senza urlare, silenzioso: il più forte di tutti.

 

 

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