La ricostruzione del sisma del centro Italia avrà un orizzonte temporale più lungo e stabile. Il Governo ha infatti previsto la proroga della gestione straordinaria fino al 31 dicembre 2029, una misura destinata ad avere ricadute dirette anche sul Piceno, dove restano ancora numerosi interventi da completare, in particolare ad Arquata del Tronto e negli altri comuni colpiti dal terremoto del 2016/2017.

Il commissario Castelli coi sindaci del “primo cratere”

 

La proroga punta a garantire continuità amministrativa e operativa, superando il meccanismo dei rinnovi annuali e consentendo a Comuni, Uffici Speciali per la Ricostruzione e agli altri soggetti coinvolti di programmare gli interventi con una prospettiva pluriennale. L’obiettivo dichiarato è accelerare i cantieri ancora aperti e accompagnare il completamento della ricostruzione con tempi più certi.

 

Il provvedimento affronta anche il passaggio che seguirà alla conclusione dello stato di emergenza, fissata al 31 dicembre 2026. Le attività di protezione civile ancora strettamente legate alla ricostruzione, insieme alle relative risorse finanziarie, saranno trasferite al Commissario straordinario del Governo. Una scelta che dovrebbe evitare interruzioni nella gestione degli interventi e concentrare in un’unica struttura le competenze necessarie per accompagnare la fase finale della ricostruzione.

 

Particolare attenzione viene riservata al cosiddetto “primo cratere”, che comprende Arquata del Tronto, insieme ad Accumoli e Amatrice, i tre comuni simbolo del sisma del 24 agosto 2016. Per questi territori sono previste misure specifiche sia sul fronte amministrativo sia su quello economico.

 

Da una parte viene favorita la stabilizzazione del personale che ha maturato esperienza negli uffici della ricostruzione entro il 31 dicembre 2026, così da non disperdere competenze considerate essenziali. Dall’altra vengono rifinanziate le agevolazioni per imprese e attività economiche attraverso la Zona Franca Urbana, con uno stanziamento di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

 

Il testo introduce inoltre nuovi strumenti per sostenere lo sviluppo economico e sociale dell’intero cratere sismico. Il Commissario straordinario potrà destinare fino al 4% delle risorse disponibili per la ricostruzione, relative agli anni 2027, 2028 e 2029, a programmi di rilancio economico, sociale e infrastrutturale. Le risorse complessivamente disponibili per il sisma 2016 ammontano a quasi 1,5 miliardi di euro.

 

I programmi potranno finanziare interventi destinati a rafforzare il sistema produttivo, migliorare i servizi, valorizzare le risorse locali e favorire la rigenerazione delle comunità. Per i comuni del primo cratere è prevista inoltre una quota riservata pari ad almeno il 5% delle risorse destinate ai programmi di sviluppo, confermando un’attenzione particolare verso i territori che hanno pagato il prezzo più alto del terremoto.

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