Avevano “prelevato” in modo naturalmente non autorizzato quasi 600 euro dalle macchinette “slot machine” installate nel bar di proprietà di uno dei due imputati. Per questo motivo due giovani ascolani sono finiti sotto processo davanti al tribunale con l’accusa di furto aggravato dal danneggiamento delle stesse apparecchiature.

Slot in un bar (immagine di repertorio)
Il titolare dell’esercizio commerciale, che nel frattempo, ha modificato la propria denominazione, deve rispondere anche di “simulazione di reato” per aver presentato una denuncia querela ai carabinieri in cui affermava, in modo ritenuto falso dalla pubblica accusa, di essere stato vittima di un furto all’interno del bar. A far scoprire i veri autori del “prelievo”, invece, è stato il titolare della ditta che aveva istallato le slot. L’uomo, parte offesa nel processo, infatti aveva fatto istallare delle videocamere che hanno permesso di individuare gli autori del furto. Uno dei due imputati è difeso dall’avvocato Mauro Gionni che nel corso dell’udienza odierna in tribunale ha eccepito il ritardo con ui è stato notificato un atto al suo assistito.
r.p.














