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«Il 200% in più di associazioni mafiose,
le Marche sono la nuova frontiera»
Allarme baby spacciatori (Le foto)

ANCONA - Il procuratore generale Sergio Sottani ha sottolineato che la regione è diventata appetibile per la criminalità organizzata che cercherebbe di rilevare attività commerciali in difficoltà mandando sul territorio persone di fiducia. Aumento smisurato dello spaccio di droga tra i minorenni, in crescita i reati di genere, i furti e quelli di matrice terroristica

 

di Federica Serfilippi 

(Foto di Giusy Marinelli)

«Le Marche rappresentano una nuova frontiera per la criminalità organizzata, che mira ad esercitare un’azione di controllo su un’area facilmente suscettibile allo sfruttamento economico». Così il procuratore generale Sergio Sottani durante il suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario al tribunale ad Ancona.

Il procuratore generale Sergio Sottani

Il procuratore ha sottolineato come la nostra regione sia diventata appetibile negli ultimi anni alle incursioni di gruppi criminali, interessati soprattutto a insediarsi nelle aziende ed esercizi commerciali in difficoltà, «con con l’obiettivo di rilevare le attività più redditizie ubicate lungo la costa o comunque subentrare nella loro gestione, mediante l’inserimento di persone di fiducia. Sebbene, ad oggi, non si ravvisi un vero e proprio radicamento mafioso, sono stati in più occasioni individuati “soggetti in proiezione”, ovverosia soggetti che appartengono ad una organizzazione criminale, come la ‘ndrangheta o la camorra, ma che operano illecitamente fuori dalla provincia in cui esercita il controllo l’organizzazione, senza tuttavia aver costruito sul nuovo territorio una stabile organizzazione». Le Marche sono maggiormente diventate terra di conquista con il terremoto del 2016: «L’investimento economico che ruota intorno alla ricostruzione rappresenta una ghiotta occasione per la criminalità organizzata». Nella sua relazione, il procuratore ha focalizzato anche l’attenzione sull’andamento dei reati.

Il presidente della Corte d’appello Catelli

In crescita sono quelli che riguardano la violenza di genere, come lo stalking (+17%) e i maltrattamenti (+5%). Impennata dei procedimenti iscritti per reati di malversazione a danno dello Stato ed indebita percezione di contributi pubblici (più 210%), associazione di stampo mafioso (più 200%), corruzione (più 125%), peculato (26%), reati di lottizzazione abusiva (92%), bancarotte fraudolente (82%), autoriciclaggio (27%), furti in abitazione (28%) Reati in materia di terrorismo sono aumentati  +650%, un dato che però visto in ottica triennale si ridimensiona a un aumento del 16%. Nel corso dell’anno giudiziario 2015/2016 sono stati iscritti in totale 12 procedimenti relativi ad attività terroristiche; le iscrizioni sono diminuite nel precedente anno giudiziario (2016/2017), in cui sono state registrate appena 2 iscrizioni. 15 quelle registrate tra il 2017 e il 2018. In aumento (13%) anche il traffico di droga. Il dato è preoccupante per quanto riguarda i minorenni per cui la procura ha aperto lo scorso anno 225 fascicoli a fronte dei 92 del 2017 (+224%). Sull’esistenza dei gruppi criminali di matrice etnica: «La criminalità albanese ha sempre mostrato particolare propensione nell’organizzazione e gestione del traffico di sostanze stupefacenti e nel controllo della prostituzione di donne provenienti dall’intera area balcanica e dagli Stati della ex Unione Sovietica. Gli appartenenti a gruppi criminali di etnia nigeriana sono per lo più dediti a reati legati alla prostituzione e al traffico di sostanze stupefacenti, spesso in sinergia con altri sodalizi, per lo più riferibili all’area del Nord Africa (Maghreb). La criminalità romena, generalmente incline alla commissione di reati predatori e di reati riconducibili al settore informatico, si è manifestata nell’ambito di questa regione anche nel settore della prostituzione. La comunità pachistana, che opera soprattutto nella fascia costiera del maceratese, detiene il monopolio del traffico e dello spaccio di eroina».


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