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Liste d’attesa, si punta a recuperare
quattromila visite
Chi non disdice pagherà lo stesso

ASCOLI - E' in arrivo la rivoluzione del "bonus malus". Nella ricetta ci sarà scritto entro quando si potrà disdire la visita e per facilitare tutte le operazioni di prenotazioni e di disdetta si sta anche creando una rete capillare di sportelli aggiuntivi che ad oggi comprende 40 laboratori di analisi (su 49) e 8 farmacie

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (foto Vagnoni)

Sanità, anche ne Piceno scatta il “bonus malus” per azzerare le liste d’attesa. L’obiettivo della Regione garantire l’erogazione del 100% delle prestazioni nei tempi previsti dalla legge. Anche perché ogni anno mediamente quattromila cittadini dell’Area Vasta 5 non ricevono la prestazione sanitaria nei tempi previsti, con questo provvedimento tutti avranno la risposta.
Il presidente della giunta regionale, Luca Ceriscioli, ha precisato «che servono ancora due mesi di lavoro per mettere a punto le misure organizzative di questo meccanismo che sancisce un nuovo patto di responsabilità tra cittadini e istituzioni sanitarie. Quando l’iter sarà definito, per i cittadini sarà possibile avere la prestazione prenotata nei tempi dovuti: che sia una breve (10 gg), una differita (30/60gg), una programmata (180gg), sarà comunque erogata nel periodo previsto per legge».
COME FUNZIONA – Grazie al “bonus”, se la sanità pubblica non dovesse essere in grado di dare la prestazione, il cittadino verrà inserito in una lista di garanzia e richiamato in tempo utile per accedere al servizio. L’intero sistema sanitario regionale si farà garante di trovare gli spazi opportuni.
Scatterà invece il “malus” nel caso in cui un cittadino abbia prenotato una visita e poi non si presenti e non la disdica nei tempi (2gg lavorativi), perché pagherà comunque il dovuto. Il mancato annullamento della visita è una situazione frequente nonostante il cittadino venga richiamato 7 giorni prima dell’appuntamento. Tutti i termini e i casi di esclusione della sanzione (ad esempio un lutto, sciopero dei mezzi pubblici o un incidente stradale) saranno indicati nella ricetta. Secondo il Presidente quello che sarà messo in campo è un meccanismo di equità e giustizia: perché chi prenota e non utilizza gli spazi, li toglie a chi ne ha invece diritto o necessità. Sarà un sistema efficace che responsabilizza da una parte il sistema pubblico, che deve offrire, in ogni caso, la prestazione e responsabilizza anche ogni cittadino a rispettare l’appuntamento per una visita programmata.
L’ITER – Nel percorso di discussione delle misure di attuazione verranno coinvolti anche i Comitati di partecipazione dei cittadini con cui sono stati fatti già incontri. Sarà scritto chiaramente nella ricetta entro quando si potrà disdire la visita e per facilitare tutte le operazioni di prenotazioni e di disdetta si sta anche creando una rete capillare di sportelli aggiuntivi che ad oggi comprende 40 laboratori di analisi (su 49) e 8 farmacie. L’apertura di questi punti di prenotazione, senza nessun aumento di costi per la sanità regionale, crea una serie di agevolazioni per i cittadini: è molto più facile il dialogo con l’operatore, soprattutto per la popolazione più anziana che ha bisogno di assistenza, la distribuzione sul territorio riduce gli spostamenti e i tempi per ottenere la prestazione ed infine alleggerisce il lavoro dei canali tradizionali, riducendo le code. In questo nuovo percorso la ricetta elettronica (dematerializzata) è uno strumento molto importante per la gestione corretta della prescrizione e della prenotazione. Avere un codice identificativo numerico consente di disporre immediatamente di tutti gli elementi della prenotazione. La Regione ha attivato la ricetta elettronica da qualche mese e a febbraio i dati dicono che circa il 50% dei medici prescrittori la rilasciano ai loro pazienti. Viene applicata dal medico del servizio sanitario nazionale e dai medici convenzionati (medico di famiglia, pediatra, specialista). A breve sarà presentata anche un’App per le prenotazioni on line facilmente utilizzabile da tutti.


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