di Franco De Marco
Che cosa hanno in comune Tullio Pericoli e Alberto Burri? Visioni materiche di città e territori distrutti dal terremoto. Capacità di far emergere il “dentro” della terra, della storia e dei popoli. Ad accostare i due grandi pittori è stato, questo pomeriggio, a Palazzo dei Capitani del Popolo, il professor Tomaso Montanari, storico dell’arte tra i più importanti, accademico, scrittore ed editorialista, il quale ha visitato la mostra di Tullio Pericoli “Le forme del paesaggio. 1970-2018”. Accompagnato dallo stesso Pericoli, lo storico dell’arte si è soffermato con grande interesse nella varie sale dell’esposizione cominciando da quella che raccoglie le opere più recenti del maestro e che raccontano il territorio piceno, e universale, ferito terribilmente dal sisma.

Eleonora Tassoni, Tullio Pericoli e Tomaso Montanari
«Molto efficace la tecnica (su intonaco, ndr) utilizzata da Tullio Pericoli per queste opere. Fa vedere cose altrimenti invisibili. – ha commentato Montanari- Mi viene in mente Alberto Burri che, nel luogo dove sorgeva Gibellina, città distrutta dal terremoto, realizzò il Grande Cretto. Ricoprì di cemento i resti della città. Pericoli e Burri fanno vedere quello che non è visibile».
Nella visita alla mostra lo storico dell’arte era accompagnato anche da Maurizio Capponi, tra gli organizzatori della mostra, Eleonora Tassoni della Libreria Rinascita, da Andrea Valentini e Alessandro Zechini rispettivamente presidente e direttore artistico dell’associazione “Arte Contemporanea Picena”. Lo storico dell’arte ha molto apprezzato l’esposizione che, dopo poche settimane, sta raggiungendo i 1.000 visitatori e che nel ponte pasquale sarà l’evento clou che Ascoli offrirà ai turisti.
Tomaso Montanari, dopo la visita a Palazzo dei Capitani, ha partecipato, nel Museo Licini, all’incontro per la presentazione dei suoi libri “L’ora d’arte” e “Contro le mostre”.

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