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La Riviera immersa
in una “pseudo-normalità”,
ma si ferma la movida

EMERGENZA CORONAVIRUS - Effetto delle nuove norme anti-coronavirus, martedì mattina poche bancarelle e poca gente al mercato ma nessun caso eclatante di “psicosi”. In Comune qualche persona arrabbiata. Ecco perchè

L’ingresso del Comune di San Benedetto

di Marco Braccetti

Mercato del martedì: un classico sambenedettese che, nella mattinata del 10 marzo, si è scontrato con le nuove disposizioni governative varate nottetempo per contrastare il propagarsi del Coronavirus. Meno della metà le bancarelle lungo le vie del centro, pochissima gente in giro. Questo è stato solo l’antipasto di una giornata che, va detto, è proseguita con qualche disappunto, ma senza le scene di panico viste in varie località d’Italia.

Clienti in fila davanti alla macelleria “La Carne” di via Toscana

In prima linea c’è l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Comune di San Benedetto: punto di riferimento per tante persone a caccia d’informazioni su cosa poter fare e cosa no. «Finora situazioni di particolare allarme non si sono verificate – ci dicono dall’Urp – ma, certo, qui è arrivata anche qualche persona piuttosto arrabbiata. Ad esempio: un uomo che non poteva andare a trovare l’anziana madre, ricoverata presso una struttura per anziani. Va ricordato che lo stop alle visite dei parenti è stato ordinato dal Governo proprio a tutela degli anziani stessi: vanno ridotti al minimo i contatti con persone provenienti da fuori, così da ridurre il rischio di contrarre il virus. Il signore si lamentava sottolineando che anche il personale della struttura fa dentro e fuori ma questa è un’ovvietà: chi ci lavora può entrare, altrimenti cosa facciamo? Lasciamo i nostri anziani, spesso non autosufficienti, totalmente da soli?».

Sempre in Municipio: la portineria ha affisso un cartello per invitare gli utenti a rispettare le distanza di sicurezza. Così hanno fatto molti negozi, regolando anche l’afflusso di clienti. Questo ha creato qualche fila, soprattutto nei supermercati generalmente più frequentati; ma anche nelle piccole botteghe, come la macelleria “La Carne” di via Toscana, dove gli avventori possono accedere al massimo due alla volta.

Gli ambulanti del mercato del martedì mattina

Mentre la rivendita ortofrutticola dei fratelli Montucchiari, in piazza Montebello, sempre per contenere l’afflusso di gente, ha realizzato una vera e propria barriera all’ingresso, con i contenitori di frutta e verdura,  «Non abbiamo ricevuto lamentele, anzi, le persone sono molto collaborative – dicono dal negozio – capiscono che tutti stiamo vivendo un periodo difficile e ne usciremo solo se ci aiutiamo a vicenda».

Mentre i locali della movida (obbligati ad abbassare le saracinesche alle ore 18) stanno issando bandiera bianca. «Finalmente lo Stato ha preso la decisione migliore» chiosano dallo staff del bar Shake di via San Martino, annunciando la chiusura totale fino a data da destinarsi.

Nel frattempo (a parte qualche persona in giro con mascherina e/o guanti) sul lungomare o al molo sud la vita sembra continuare come se nulla fosse: gente a fare footing, nonne a spasso coi nipoti, primi operatori al lavoro negli chalet in vista di una riapertura stagionale (possibile già dal 28 marzo) che, purtroppo, si prevede molto negativa.



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