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Emergenza Coronavirus,
il «grido di dolore» del sindaco di Ascoli
nella lettera al premier Conte

ASCOLI - Fioravanti: «Siamo andati a portare la spesa a persone che non hanno più risorse. Dal governo è l'ora delle azioni concrete e non più degli slogan». Il primo cittadino è anche pronto ad accogliere nel cimitero comunale le salme delle persone del nord Italia morte con il Coronavirus
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Il quotidiano aggiornamento del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti , di oggi 26 marzo, sulla situazione Coronavirus è stata quasi completamente incentrata sulla lettera che ha inviato al premier Giuseppe Conte. Una tra tutte la preoccupazione del primo cittadino e quella che l’ha indotto a fare appello al Governo centrale: «Nella guerra contro questo nemico che dobbiamo far indietreggiare, deve essere messa al centro la persona, non più i grandi numeri che fanno attivare subito misure nelle grandi realtà, lasciando all’abbandono i centri più piccoli». «Non basta più lo slogan “non vi lasceremo soli”, come nella fallimentare gestione del terremoto, vogliamo fatti concreti», sottolinea. In quello che Fioravanti definisce «uno sfogo», «un grido di dolore», chiede di prorogare tributi e scadenze, per i cittadini ma anche i Comuni, «in modo che abbiano risorse per ripartire appena tutto sarà finito». E ribadisce che i sindaci devono avere più poteri, «perchè siamo noi i più vicini ai bisogni della popolazione e per primi sappiamo come intervenire per il bene comune».

Chiede aiuti per le famiglie e i lavoratori di tutti i settori messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria. Il primo cittadino dipinge a tal proposito un quadro per nulla rassicurante: «Siamo andati a portare la spesa a persone che non hanno più risorse. Ci sono attività che “campano” la famiglia, ferme da due, tre settimane, senza incassi. Come faranno queste persone a resistere ancora?».

Azioni volte al sociale sono state al centro della Giunta comunale che si è riunita oggi, via Skype, e di cui si darà conto nella giornata di domani, ha detto Fioravanti.

Il cimitero di Ascoli

Nel corso della sua diretta, il sindaco di Ascoli ha ricordato l’appuntamento di domani 27 marzo alle 15, quando si recherà con il vescovo Giovanni D’Ercole al cimitero per pregare per le persone morte senza i conforti religiosi a causa del Coronavirus. Ha annunciato di aver dato disponibilità ad ospitare nel cimitero  comunale le salme delle persone morte nelle regioni del nord Italia, se ce ne fosse bisogno.

Tra gli appelli di Marco Fioravanti ai cittadini, quello di non recarsi al Pronto Soccorso con i propri mezzi e di chiamare piuttosto il 118 che indicherà il posto giusto dove andare in caso di necessità.

 




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