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Covid-19, «Non ci sono più lavoretti
per tirare avanti, c’è chi ora
non ha nulla da mangiare»

CORONAVIRUS - Non c'è solo l'emergenza sanitaria ma anche quella sociale. L'assessore comunale ai servizi sociali Massimiliano Brugni: «Ogni giorno centinaia di richieste di aiuto». La mensa Zarepta ora distribuisce "cestini" preparati dalle Suore di Sant'Onofrio e con le donazioni dei privati. Palazzetto Longobardo sempre aperto per ospitare i senzatetto in difficoltà per il freddo
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L’assessore Brugni (Foto Vagnoni)

di Franco De Marco

«Prima c’era chi si arrangiava con qualche lavoretto (il più delle volte in nero, ndr), ora che questo lavoretto non c’è più molti non sanno come andare avanti. Ogni giorno ci sono persone che si rivolgono a noi dicendo di non avere nulla da mangiare». La testimonianza dell’assessore comunale ai servizi sociali di Ascoli Massimiliano Brugni, dopo il grido di dolore del sindaco Marco Fioravanti che ha giustamente parlato di emergenza sociale oltre che di emergenza sanitaria, è agghiacciante.

«Sì, noi ora, al tempo del Coronavirus, portiamo anche i viveri a casa», spiega l’assessore che sta 24 ore su 24 sul fronte delle fragilità. «Grazie al tavolo delle povertà (che riunisce 17 associazioni, ndr) – aggiunge – e alla rete della solidarietà, cerchiamo di far fronte a tutte le esigenze. Il fatto è che ora, dobbiamo affrontare emergenze sociali che prima non c’erano. C’è il dramma della fame, quello della solitudine e anche quello psicologico. Ogni giorno riceviamo centinaia di richieste di aiuto. Da gente sola che vuole anche semplicemente scambiare due parole. Ringrazio i tanti volontari, la Protezione Civile e i nostri dipendenti che ogni giorno si fanno in quattro. Per fortuna la nostra rete della solidarietà funziona nonostante le difficoltà del momento. Per quanto riguarda il rifornimento di viveri sono in tanti, ditte e privati, che ogni giorno offrono il loro contributo».

La nuova sede della Zarepta (Foto Vagnoni)

La mensa dei poveri Zarepta, pur con non poche difficoltà dopo le restrizioni imposte dal Coronavirus, continua a fornire giornalmente un servizio indispensabile. Non si cucina più in loco e gli ospiti non vengono fatti entrare nel salone della nuova struttura del Pas in viale De Gasperi. Ma i pasti vengono distribuiti all’esterno con un “cestino” con primo e secondo. Il primo viene preparato dalle Suore Benedettine di Sant’Onofrio di piazza Ventidio Basso. Il secondo “assemblato” dalle varie donazioni. Ogni giorno ci sono non meno di 50-60 persone che usufruiscono dei pasti di Zarepta.  A questo servizio si aggiunge quello, altrettanto prezioso, della Caritas attraverso la distribuzione dei pacchi alimentari. Come se non bastasse da un po’ di giorni si è aggiunto anche il freddo ed ecco emergere pure il problema dei senzatetto. «Abbiamo riaperto, anche di giorno, fino a tutto aprile – spiega Massimiliano Brugni – il dormitorio presso il Palazzetto Longobardo (ex Ostello della Gioventù, ndr) in via dei Soderini. Ecco un’altra emergenza non prevista in questo periodo. Ripeto: il Coronavirus ha fatto esplodere emergenze nuove alle quali dobbiamo far fronte».

Il Palazzetto Longobardo

Da qualche giorno, in maniera crescente, ci sono persone che chiamano il Comune, la Protezione Civile o le altre associazioni che operano nel campo  della solidarietà,  per chiedere aiuto. Anche per mangiare. Sì, per mangiare. Cronache Picene ha sempre sostenuto che la città di Ascoli, nel panorama regionale, da sempre, è quella con il livello della solidarietà più alto, perché mette a disposizione una serie di servizi e aiuti ai più poveri che altrove non esistono. Ora, al tempo del Coronavirus, questo “primato”, purtroppo, diventa ancora più netto. Molto opportuna l’istituzione, da parte dell’Amministrazione comunale in sinergia con il “Tavolo delle povertà”, il Pronto soccorso della solidarietà: ci sono numeri sempre pronti a recepire richieste di aiuto. Un servizio innovativo che fa diventare Ascoli ancora di più la capitale della solidarietà umana.

 



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