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Da lunedì si torna a messa:
mascherine, guanti
e niente stretta di mano
Tampone per sacerdoti e religiosi

CORONAVIRUS - L'Eucarestia sarà distribuita con tutti i dispositivi di protezione e in fila indiana. Restano vietati gli assembramenti e lo scambio della pace. Non ci si può recare in chiesa se si hanno sintomi influenzali. Consegna a domicilio della Comunione per gli infermi. Tutte le misure. Secondo possibile step con le benedizioni alle famiglie
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di Simone Corradetti
La Conferenza Episcopale Italiana e il Governo Conte hanno siglato, nei giorni scorsi, un protocollo d’intesa sulla ripresa delle celebrazioni liturgiche nelle chiese cattoliche. Lo scorso 4 maggio, con l’avvio della fase 2, questa eventualità era svanita nel nulla, causando una doccia fredda per cattolici e prelati, che si aspettavano un passo in avanti da parte dell’esecutivo.

La Cattedrale di Ascoli

Il nuovo lockdown, infatti, non prevedeva la possibilità di tornare a messa, e questo nuovo decreto aveva sollevato molte polemiche nel mondo cattolico. Il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole, era intervenuto con determinazione sugli organi di stampa, per sollecitare il Governo centrale, facendo presente che «la Chiesa non è il luogo del contagio. Non più del supermercato o delle tabaccherie».
Dopo queste numerose sollecitazioni, si è stabilito che lunedì 18 maggio le messe potranno riprendere nelle modalità stabilite per evitare il contagio da Coronavirus. I fedeli dovranno rispettare le distanze individuali di almeno un metro, indossare obbligatoriamente la mascherina (coprendo naso e bocca), e l’igienizzazione delle mani all’ingresso con apposito gel, che sarà messo a disposizione dai parroci. Ci saranno dei volontari delle parrocchie, che con le dovute precauzioni, dovranno indicare alle persone il posto a sedere, e il rispetto delle medesime norme igienico sanitarie.
L’Eucarestia sarà distribuita dal sacerdote o dal ministrante, con guanti monouso, mascherina e in fila indiana. Restano vietati gli assembramenti, lo scambio  della pace, e non ci si può recare in chiesa se si hanno sintomi influenzali. Alla fine della celebrazione eucaristica, sarà possibile consegnare a domicilio la Comunione per gli infermi, sempre nel rispetto della legge.
Lo staff, presieduto dal vescovo D’Ercole, con il cancelliere Lino Arcangeli, i vicari della diocesi, l’avvocato Mario Del Gatto, e il dottor Stefano Ojetti, ha stabilito che sabato 16 maggio tutti i sacerdoti e i religiosi della Curia ascolana (vescovo compreso), si sottoporranno al tampone, per escludere sin dall’inizio qualsiasi contagio da Covid – 19. Infine, si sta pensando prossimamente, ad un secondo step per le benedizioni alle famiglie, che non sono state effettuate durante la quaresima a causa della pandemia.



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