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Lavoro, ecco il protocollo sicurezza
Ceriscioli: «Solo così si riparte»
Ma è scontro con Confindustria

FASE 2 - Regione, Anci, Asur, parti sociali e associazioni di categoria hanno firmato il documento: le misure previste. Polemiche sull'assenza degli industriali. Il governatore: «Sono 200 i milioni di euro che metteremo a disposizione delle aziende marchigiane»
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La firma del protocollo durante la videoconferenza con Regione, Anci, Asur, parti sociali e associazioni di categoria

di Giovanni De Franceschi

«Oggi ritengo sia un momento davvero importante, che fa delle sicurezza lo strumento attraverso il quale ripartire». Esordisce così il governatore Luca Ceriscioli nel presentare il protocollo “Sicurezza-Lavoro” firmato da Regione, Anci, Asur, associazioni di categoria e parti sociali. Unica grande assente Confidustria, che ha ritenuto di non sottoscriverlo in polemica con Palazzo Raffaello.

«Mi sembra più importante segnalare questa capacità di unire rispetto a chi ha fatto scelte diverse e per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno deciso di seguire questa via, che rappresentano il 95% delle imprese marchigiane», Ceriscioli svia così la polemica, non senza una frecciatina agli industriali.

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Da sinistra: Maurizio Mangialardi, Luca Ceriscioli e Nadia Storti

Il documento è stato presentato in video conferenza oltre che dal governatore, dal direttore generale Asur Marche Nadia Storti e dal presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi. Con loro anche tutte le parti sociali e le associazioni che lo hanno sottoscritto: Cgil Marche, Cisl Marche, Uil Marche, Confartigianato, Cna, Confapi, Confesercenti, Confcommercio, Claai, Casartigiani, Lega Cooperative, Confcooperative, Agci, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri.

L’obiettivo è quello di supportare imprese e lavoratori nello svolgimento delle attività produttive, commerciali e dei servizi, nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19. «Questo è un protocollo –spiega Ceriscioli – che va ad integrare le misure nazionali ed è nato da un’esigenza che abbiamo sentito da tutte le parti in causa: dalle imprese ai lavoratori, dalle parti sociali agli enti locali. Ormai consapevoli della fase straordinaria che ci apprestiamo a vivere, sappiamo che ci possiamo permettere tutto tranne una ripartenza dell’epidemia. E siamo convinti che il lavoro fatto fino ad oggi abbia bisogno di questo percorso per continuare ad essere garantito, solo la sicurezza può proteggere i nostri investimenti e i nostri sacrifici. Il tutto sempre in un’ottica non certo repressiva, ma di accompagnamento e supporto per una ripresa in assoluta sicurezza».

sicurezza-lavoro4-325x183 Cosa prevede nello specifico il protocollo? «La Regione favorirà la mappatura del contagio tramite il ricorso ai test sierologici validati – aggiunge Ceriscioli – Ci impegniamo inoltre a dare un contributo alle imprese per i costi affrontati per garantire la sicurezza. Sono circa 200 i milioni di euro che ci apprestiamo a mettere a disposizione delle aziende marchigiane, gran parte sarà a fondo perduto, mentre uno dei criteri dell’accesso ai fondi sarà proprio quello degli investimenti in sicurezza».

«Sarà approvato anche un piano straordinario di potenziamento degli organici Asur dei Servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro -continua-. L’Asur metterà a disposizione la piattaforma web “Marche prevenzione”, un luogo virtuale che metterà a disposizione molte informazioni prima appannaggio di pochi. Centrale infine sarà il ruolo dei Comuni, perché se la ripartire significa mettere in moto l’economia, questo non può prescindere da un’affiancamento dei servizi necessari a famiglie e lavoratori».

E infatti l’associazione dei Comuni marchigiani è stata tra i promotori del protocollo. «E’ un momento veramente importante per la nostra comunità –sottolinea Mangialardi –  Abbiamo continuato a seguire lo stesso filo conduttore della fase d’emergenza: una pianificazione calata e condivisa col territorio, è stata la nostra arma vincente. E’ per questo che oggi possiamo ripartire e farlo in sicurezza e il fatto ci siano tute le parti sociali pone questa regione come punto di riferimento anche per il lavoro del governo».

sicurezza-lavoro-325x183 Grande soddisfazione per tutte le parti sociali firmatarie del protocollo, a partire dalle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil che in una nota congiunta sottolineano come «Il Protocollo costituisca un passaggio significativo in questa fase di gestione dell’emergenza Covid-19, perché avvia un percorso importante di collaborazione tra istituzioni e parti sociali che, in trasparenza, con precise assunzioni di responsabilità, accompagneranno il delicato e indispensabile processo di rilancio delle attività produttive, nel segno della salute e della sicurezza di lavoratrici, lavoratori e cittadini».

I sindacati hanno però stigmatizzato l’atteggiamento di Confindustria Marche e del suo presidente Schiavoni. «Siamo sconcertati dall’atteggiamento incomprensibile di Confindustria – dichiarano i tre segretari regionali Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti – Non è sinceramente accettabile l’atteggiamento irrispettoso verso gli altri interlocutori che emerge nelle dichiarazione del presidente Schiavoni che ha presentato il merito del Protocollo in modo scorretto e strumentale, inventandosi  una “criminalizzazione“ delle imprese per apparire conseguentemente unico vero difensore dei loro interessi e attribuendosi un potere di rappresentanza davvero fuori misura, visto che nessun’altra organizzazione ha ravvisato questi pericoli».

sicurezza-lavoro7-e1589544305361-325x196 Le sigle artigiane Cna, Confartigianato, Claai e Casartigiani dal canto loro hanno evidenziato «come fosse naturale aderire a tale protocollo le cui azioni sono concretamente finalizzate alla ripresa in sicurezza per le aziende ed anche alla luce del recepimento delle misure del protocollo nazionale e di quello che abbiamo fatto nel nostro settore sia a livello nazionale che territoriale».

Confesercenti e Confcommercio ritengono che la sottoscrizione di questo protocollo sia «una conseguenza del lavoro svolto per assicurare la riapertura delle attività in massima sicurezza, in sintonia con i protocolli di settore del commercio e del turismo che stiamo firmando sia a livello nazionale che territoriale».

Mentre il mondo delle cooperative (Legacoop, Confcooperative e Agci) evidenzia come «il protocollo garantisca un sostegno ai processi in corso finalizzati all’erogazione dei servizi in sicurezza». «La necessità – aggiungono – è ora quella di prevedere, una riorganizzazione di questi servizi, con la partecipazione di altri gestori, come la cooperazione sociale che rappresenta un soggetto importante nel sistema del welfare marchigiano. A fronte di una difformità tra le tante norme che vengono emanate tra livello nazionale e locale, questo protocollo delle Marche è invece chiaro per quanto riguarda la responsabilizzazione delle imprese».

Rappresentato anche tutto il mondo agricolo. Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri evidenziano infatti «La qualità del lavoro svolto dalla Regione, tra le prime in Italia a programmare una riapertura in sicurezza per i lavoratori e gli utenti dei servizi. Le disposizioni – continuano – peseranno ovviamente sulle aziende ma è un protocollo necessario per ripartire in sicurezza». Apprezzamenti infine anche da parte di Confapi: «Essere assieme oggi garantisce un valore aggiunto alle aziende e consente di allinearsi nella comune battaglia a supporto delle aziende del tessuto marchigiano. Siamo contenti e apprezziamo il lavoro svolto dalla Regione».


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