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Ascoli, cambia il management:
Lovato e Tesoro ai saluti,
ampi poteri al vicario Di Maso

SERIE B - Il direttore generale lascerà a fine stagione, e forse anche il diesse. Le dimissioni di Tosti e Ciccoianni criticate da Pulcinelli. Imminente l'assemblea dei soci. Trattative con i calciatori per ridurre gli stipendi
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Il dg Lovato e il patron Pulcinelli

di Bruno Ferretti

Nessuna ufficialità. È ancora presto. Ma spifferi e indiscrezioni, piuttosto credibili, si rincorrono già. L’Ascoli nella prossima stagione, qualunque sia il suo destino, ripartirà con un nuovo management. Sembrano ormai ai saluti sia il direttore generale Gianni Lovato, 58 anni, piemontese di Chieri (Torino), che il direttore sportivo Antonio Tesoro, 38 anni, pugliese di Modugno (Bari).

Lovato e Tesoro

IL DG LOVATO – Lovato è giunto ad Ascoli nel 2014 con il nuovo proprietario Francesco Bellini, se ne è andato nel Giugno 2016 ma è tornato nell’estate 2018 con l’avvento della nuova proprietà Bricofer. Durante la gestione Bellini si è occupato anche della gestione tecnica partecipando attivamente al calciomercato. Per il resto delle sue stagioni ascolane ha svolto l’attività di direttore generale, molto vicino alla proprietà del club.

IL DS TESORO – Tesoro, invece, nonostante la giovane età, può essere considerato un giramondo del calcio. Ha iniziato con il Lecce, società di proprietà del padre Savino, noto imprenditore pugliese, ha proseguito a Vicenza, Busto Arsizio (Pro Patria), Svizzera. Qui, tra Chiasso e Lugano, ha conosciuto il tecnico spagnolo Abascal e la scorsa estate lo ha portato ad Ascoli per allenare la squadra Primavera. Una scelta indovinata visti i risultati conseguiti da Abascal che adesso è passato sulla panchina della prima squadra dopo Zanetti e Stellone.

Giuliano Tosti, Antonio Tesoro, Carlo Neri, Gianluca Ciccoianni (Foto Vagnoni)

Tesoro, sempre in movimento, è stato poco ad Ascoli in questi due anni dedicandosi al mercato a tempo pieno. Tra giocatori in entrata e in uscita ha messo a segno una cinquantina di operazioni, quasi un record, operando molto sul fronte dei prestiti. Il bilancio del suo lavoro va considerato positivamente, pur con qualche incidente di percorso, come capita a tutti. Il dirigente pugliese ha un altro anno di contratto con l’Ascoli, ma potrebbe rescinderlo e liberarsi dall’impegno.

LA NOMINA – Perché? Perché, il Consiglio di Amministrazione ha nominato vice presidente vicario dell’Ascoli un manager romano, Andrea Di Maso, molto amico del patron Massimo Pulcinelli, con diverse deleghe di vitale importanza come marketing, settore commerciale e, soprattutto, area tecnica. Quell’area tecnica nella quale Tesoro era abituato a muoversi con una certa autonomia.

Andrea Di Maso

DI MASO – Nei suoi primi interventi, ha chiarito che rispetterà il lavoro di tutti senza ingerenze di sorta, ma non ci vuole molto a comprendere che la sua attività possa in qualche modo “invadere” quella del ds Tesoro. Discorso più o meno simile per Lovato (in scadenza di contratto a giugno) il cui ambito si restringerà inevitabilmente. Tutto lascia supporre che l’Ascoli e Lovato si separeranno da buoni amici, per la seconda volta dopo il 2016, mentre Tesoro potrebbe ricorrere ad una transazione. Chi vivrà… vedrà.

Alessandro Luci

LUCI – Cominciano anche a circolare nomi di possibili sostituti ma, per il momento senza fondamento attendibile. Uno fra tanti quello di Alessandro Luci già ds della Viterbese e altre società dilettanti laziali, che conosce da tempo Pulcinelli. Il diretto interessato, pur dichiarandosi onorato di un eventuale interessamento dell’Ascoli in Serie B ha dichiarato di recente che non intende svolgere il lavoro di diesse preferendo restare agente della società Football Factory. Il ruolo di Lovato potrebbe essere assorbito proprio dal vice presidente Di Maso che gode della massima fiducia di Pulcinelli.

L’ex allenatore Zanetti tra Tosti e Ciccoianni

TOSTI E CICCOIANNI – Non si prevedono altre novità nel cda dell’Ascoli dopo le recenti, sorprendenti, dimissioni degli ascolani Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni. Dimissioni causate da rapporti non più ottimali con lo stesso Pulcinelli il quale ha commentato negativamente le dimissioni dei due dirigenti ascolani annunciando al tempo stesso che l’Ascoli andrà avanti con le risorse che possiede. Tosti e Ciccoianni non hanno replicato alle accuse, ma si prevede “battaglia” alla prossima assemblea dei soci che li vedrà tutti impegnati.

Va ricordato che l’azionista Ciccoianni è anche comproprietario del centro sportivo “Picchio Village” dove detiene il 10% delle quote. Il 70% resta saldamente in mano all’ex presidente Bellini mentre il restante 20% è stato passato dall’ex socio Battista Faraotti all’Ascoli Calcio in cambio della sponsorizzazione di maglia. Un atto di generosità verso la squadra della propria città da parte dell’industriale Faraotti che continua ad essere vicino all’Ascoli pur senza incarichi specifici.

Di Padoin uno degli stipendi più alti

GLI STIPENDI – La situazione societaria, insomma, è in pieno fermento, resa più complicata dalla pandemia che ha bloccato il campionato impedendo incassi alle società. Mentre il capitolo uscite non è cambiato di una virgola. Ecco perché tutte e venti le società cadette stanno trattando con i propri calciatori una riduzione degli stipendi (si parla di una mensilità e mezza in meno): un sacrificio inevitabile per mantenere in equilibrio il bilancio economico.

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