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Coronavirus, c’è la preintesa
per i compensi al personale
Gli aggiornamenti del Gores

EMERGENZA - La doppia chiamata dei sindacalisti piceni Maurio Pelosi (Nursind) e Mauro Giuliani (Usb) sulla manifestazione del 29 maggio in Ancona
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L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

Nel primo giorno, dal 24 febbraio, che nelle Marche non si registrano nuovo positivi al Coronavirus, nel Piceno si aspetta che il numero dei contagiati arrivi a zero.

Il Gores (vedi tabella sotto) non riporta nessuna novità rispetto ai giorni precedenti in cui i casi, dall’inizio della pandemia, sono fermi da giorni a 290, a cui bisogna sottrarre i guariti (268 a ieri, dati del Sisp) e i decessi (13).

Sempre secondo il Gores però da ieri è aumentato, nella provincia di Ascoli, il numero delle persone in isolamento. Ieri 61, oggi 64.

Ma il numero si avvicina ai 65 che proprio ieri aveva annunciato il servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Area Vasta 5. Quindi più che di aumento, sarebbe più corretto parlare di allineamento dei dati.

Un nuovo decesso invece c’è stato nelle ultime 24 ore nelle Marche, un uomo di 98 anni di Recanati, Macerata. Lo dice il Gores (vedi tabella sotto).

Nel frattempo la Regione Marche annuncia che è stata trovata l’intesa con le organizzazioni sindacali della Sanità, con la sigla di una preintesa sull’erogazione dei compensi al personale che si è impegnato nell’emergenza Coronavirus, per un totale di 20 milioni, suddivisi tra comparto e dirigenza.
L’accordo, che nei prossimi giorni dovrà essere ratificato dalla Giunta regionale e relativo al comparto, prevede tre fasce differenziate: il personale impegnato direttamente in aree Covid, nel supporto diretto e di interazione con le aree Covid e in altri servizi ma sempre ai fini dell’emergenza Covid.
Giovedì, nel corso di un altro incontro si dovrebbe raggiungere anche l’intesa sui compensi alla dirigenza.

Lo dice Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, nell’esprimere soddisfazione dell’obiettivo raggiunto fino ad ora.

Intanto è fissato per il 29 maggio prossimo, alle 10 in piazza Cavour ad Ancona, un flashmob per ringraziare gli operatori sanitari marchigiani che con il loro sacrificio hanno salvaguardato la salute di tutti i cittadini.

zona rossa rianimazione ospedale Covid

La Rianimazione dell’ospedale di San Benedetto

Sull’argomento intervengono i sindacalisti Maurizio Pelosi (Niursind di Ascoli) e Mauro Giuliani (Usb di Ascoli).

Pelosi si unisce alle dichiarazioni del sindacato regionale che vede nell’evento «un momento di riflessione dovuto, per onorare i colleghi morti a causa del Coronavirus. Deceduti perché privi delle protezioni necessarie, hanno continuato a prestare il loro servizio.

Nel loro ricordo – affermano però  le segreterie provinciali delle Marche del Nursind – sosteniamo il diritto alla garanzia di sicurezza e salute in ogni luogo di lavoro.

I sanitari e gli infermieri in questa emergenza, sono stati sacrificati, abbandonati e in alcuni ambienti hanno lavorato senza le dovute protezioni.
Hanno stravolto la nostra vita professionale e familiare, costretti a vivere in autoisolamento.
Nelle corsie, sedicenti dirigenti ci hanno strappato le mascherine dal volto perché creavamo allarmismo, leggi e regolamenti ci hanno negato la quarantena, ci hanno chiuso le mense, non ci hanno concesso riposi, congedi per assistere i nostri figli, e in compenso ci hanno chiamato eroi, ci hanno ringraziato e vagheggiato promesse mai
mantenute di bonus, premi di 1.000 euro mai visti.

Per gli infermieri, solo disagi, penalizzazioni economiche, sacrifici e ora nella fase della ripresa, utilizzati anche per pulizie e sanificazioni straordinarie di reparti ormai fortunatamente privi di malati Covid19. Poi ferie d’ufficio, perché i reparti ordinari preferiscono tenerli chiusi e dirottare il personale necessario per aprire il covid center.
Ecco come siamo stati trattati dalla Regione Marche che a parole ci ha lodato, ma di fatto ci ha tolto anche la libertà di parlare con la stampa».

L’Usb per il 29 maggio ha indetto una giornata di mobilitazione in tutta Italia con presidi di protesta presso il Ministero della Salute e presso gli assessorati regionali.

«Dal Decreto Rilancio – si legge nella nota sindacale regionale, sostenuta da Mauro Giuliani – risulta evidentissimo che il virus non ci ha insegnato nulla.
Infatti le scelte riguardanti il personale sono lo specchio delle politiche sanitarie che si intendono adottare in futuro.
Solo assunzioni temporanee e, ancora una volta, precarie. 
Dal testo finale scompaiono anche i soldi per i bonus premianti che erano stati promessi. Eroi, sì, ma poveri! Sennò che eroi sarebbero!
E poi, anche tutte le altre misure adottate sono provvisorie e in funzione dell’emergenza, nessuna è strutturale.
Sembra chiarissimo l’intento di tornare, finita l’emergenza, alla situazione precedente. 

Per tutte queste ragioni, il 29 maggio rivendicheremo assunzioni, stabilizzazione, retribuzioni per il personale. Ripristino Ospedali pubblici chiusi posti letto, rilancio dei servizi territoriali, rafforzamento della sanità pubblica e ancora assunzioni stabili a beneficio dei cittadini e a tutela del diritto alla salute.
E a dichiarare fallita, come ha fatto la Lombardia, l’operazione Fiera Covid Hospital di Civitanova».

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