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Sisma e ricostruzione,
Babini e Castelli incontrano Stangoni
per pianificare la ripartenza

ACQUASANTA TERME - In compagnia del primo cittadino acquasantano e del suo vice Capriotti, il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marche e l’assessore regionale hanno affrontato una serie di temi particolarmente cari ai residenti, cercando di lasciarsi alle spalle le grane burocratiche degli ultimi tempi e di programmare i prossimi passi per uscire una volta per tutte dal tragico tunnel del terremoto

di Federico Ameli

Fine settimana decisamente intenso per il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marche Stefano Babini e l’assessore regionale Guido Castelli, che dopo aver annunciato – per la gioia del sindaco Franchi e dei residenti della frazione arquatana di Colle – l’imminente realizzazione di barriere paramassi in grado di arginare il rischio frane e sbloccare così un farraginoso iter normativo fanno tappa anche ad Acquasanta, dove per l’occasione ad attenderli c’erano il primo cittadino Sante Stangoni e il vicesindaco Luigi Capriotti.

Stefano Babini, Sante Stangoni, Guido Castelli e Luigi Capriotti

Come da ormai quattro e mezzo a questa parte, il tema cardine della chiacchierata non poteva che essere rappresentato dalla ricostruzione, una questione che dal 2016 ad oggi, tra poche luci e tante ombre, continua inesorabilmente a tenere banco sulla montagna nostrana e non solo, con una serie di lungaggini burocratiche che hanno di fatto dilatato ulteriormente le già tutt’altro che fulminee tempistiche di intervento.

«Abbiamo voluto incontrare il sindaco Stangoni e il suo vice Capriotti – spiega a questo proposito Castelli – per raccogliere le esigenze e gestire le diverse problematiche che si trascinavano da tempo e che ultimamente avevano provocato anche qualche protesta vibrante. Sappiamo che i sindaci rappresentano una parte fondamentale della ricostruzione e occorre capire con loro come poter superare le criticità».

Come illustrato dall’assessore regionale, nell’occhio del ciclone sarebbero finite delle abitazioni invendute a acquistate dall’Erap – l’ente regionale per l’abitazione pubblica – nel tentativo di ovviare all’emergenza abitativa legata al sisma.

«Si sono presentati degli ostacoli burocratici riguardanti l’integrazione documentale per determinati lavori di messa in sicurezza realizzati e ancora non pagati dalla protezione civile. Per ultimo, c’è il problema che sarà oggetto di valutazione da parte del commissario straordinario Legnini in quanto nelle frazioni di Vallecchia e Tallacano si rende necessaria la realizzazione di un piano straordinario di ricostruzione utile per poter portare a termine le demolizioni propedeutiche alle attività di ricostruzione».

Grande soddisfazione espressa anche dal sindaco Stangoni «per la tempestività dell’assessore Castelli nel risolvere alcune problematiche che ci affliggevano da tempo. Grazie al sostegno del commissario Legnini e all’attenzione della Regione, molto interessata alle problematiche dei territori interni, ora siamo sulla buona strada e possiamo affermare che la ricostruzione è ufficialmente partita: vediamo una luce in fondo al tunnel».



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