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Per colpa del Covid
oltre 30 classi in quarantena
nelle scuole del Piceno

EMERGENZA CORONAVIRUS - A monitorare la situazione le dottoresse Alessandra Ricciardi e Roberta Contrisciani del Sisp dell'Area Vasta 5, in costante contatto con i referenti designati dalle scuole. «E' un periodo difficile per tutti. Ma abbiate fiducia nel nostro lavoro»

Le dottoresse Alessandra Ricciardi e Roberta Contrisciani

di Maria Nerina Galiè

Con la ripresa delle lezioni in presenza, e proprio dopo le vacanze di Pasqua, ecco che il Coronavirus torna a fare capolino nelle scuole, dove da metà aprile diverse classi sono state messe in quarantena.

E’ così nelle Marche (leggi qui) e nel Piceno, dove al momento il Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 –  che monitora costantemente la situazione – registra al momento oltre 30 classi con alunni a casa per casi di contagio. Il dato è suscettibile di modifiche repentine, tipiche della pandemia. Per quarantene che terminano, altre ne possono partire. «Questo non vuol dire che il virus si diffonde all’interno delle scuole più che in altri ambienti.

La scuola, il lavoro e le famiglie sono ambiti comunitari che si intersecano e, con essi, il possibile contagio», spiega la dottoressa Roberta Contrisciani dirigente medico del Sisp che, insieme con la collega Alessandra Ricciardi, si sta occupando del controllo del  Coronavirus in tutte le scuole della provincia di Ascoli, in stretto collegamento con i referenti Covid degli istituti.

Ci sono fasce d’età, e quindi scuole, più colpite di altre?

«Abbiamo, o abbiamo avuto, quarantene dal nido alle superiori, con andamento periodico e ciclico.

Non è una regola, ma possiamo dire che, più frequentemente, il bambino dell’infanzia o dei primi anni della primaria è del tutto asintomatico. E’ più difficile quindi scoprire la positività e, può capitare, che resti scuola per più tempo.

Questa è una delle ragioni per cui il contagio tra i compagnetti si può manifestare anche giorni dopo ed essere scoperto con il tampone di controllo della quarantena».

Un esempio attuale è il plesso di Sant’Agostino dell’Isc Ascoli Centro, dove due due classi dell’infanzia a metà aprile sono state messe in quarantena (una la termina lunedì prossimo). «In una classe, al tampone del 14esimo giorno, più della metà dei piccoli sono stati trovati positivi».

E’ pesante il bilancio della diffusione del virus all’Isc “Don Giussani” di Ascoli che ad oggi conta 10 classi in quarantena, di cui una delle medie, 2 della primaria e ben 7 dell’infanzia.

E’ stato un brutto periodo anche per l’Isc “Borgo Solestà-Cantalamessa” con 2 classi in quarantena e 4 appena rientrate, tra elementari e medie.

Ma ci sono alunni in dad anche all’Isc “Luciani” di Ascoli, all‘Isc di Maltignano e Folignano, Comunanza e Castel di Lama. L’Isc “Falcone Borsellino” registra 3 classi in dad nella primaria di Castorano ed una dell’infanzia di Colli del Tronto. Poi c’è anche l’infanzia della scuola parificata “Preziosissimo Sangue” di Ascoli.

In alcuni casi, la quarantena ha interessato anche gli alunni che utilizzano i pulmini.

Non sono state risparmiate, nemmeno in questa fase, le scuole superiori. Adesso sono in quarantena una classe dell’Iis “Ceci-Fermi-Sacconi” e dell’Istituto agrario “Ulpiani”, mentre ne sta uscendo una classe del Liceo Scientifico “Orsini”.

In che maniera il personale scolastico è coinvolto dalle quarantene di classe?

A rispondere è la dottoressa Contrisciani: «I professori, quindi insegnanti di medie e superiori, sono considerati a “basso rischio”, in quanto il “contatto” con gli studenti non c’è oppure è facilmente ricostruibile.

Tutto il personale scolastico di nido, infanzia e primaria invece è considerato “a rischio”. Quasi impossibile qui stabilire quando e come c’è stato il contatto stretto».

Come funziona la quarantena?

«Il referente Covid della scuola ci informa del caso di positività. Poi noi, con nota protocollata, inviamo alla scuola la data di inizio e di fine quarantena, indicando il 14esimo giorno per fare il tampone molecolare di conferma, che si prenota tramite Asur o medico di famiglia, gratuito in entrambi i casi.

Il tampone al 14esimo giorno non è obbligatorio. Si può uscire dalla quarantena anche dopo 21 giorni senza il test. In ogni caso siamo noi che determiniamo le condizioni per il rientro a scuola».

Le dottoresse tengono a precisare che tutto questo vale per gli alunni nei quali, nel frattempo, non si manifestano sintomi riconducibili al virus. 

«Alla nota che inviamo alle scuole, alleghiamo anche le disposizioni per la quarantena, cioè il comportamento da tenere.

Le persone in quarantena sono anche inserite nel portale della Regione Marche.

La tempestività nel dichiarare la quarantena degli alunni permette anche al genitore che lavora di usufruire del congedo parentale o del lavoro flessibile».

In merito alla sanificazione delle scuole, quando si verifica un caso di positività, il Sips fa sempre riferimento alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

«La sanificazione va fatta sempre negli ambienti dove il positivo è stato nei 7 giorni precedenti alla conferma del contagio. Su come farla, ogni scuola ha il suo protocollo».

Un lavoro complicato per il Sisp, diretto dal dottor Claudio Angelini che – fin dall’inizio della pandemia – non ha risparmiato risorse per tracciare contatti e isolarli velocemente, in modo da arginare la diffusione del Coronavirus.

«E’ un momento difficile per tutti – concludono le dirigenti medico del Sisp – per noi operatori della Sanità ma anche per i cittadini, ce ne rendiamo conto benissimo.

Ma è necessario tener duro.

L’appello è quindi di rispettate la quarantena, seppure faticosa, e di avere fiducia nell’enorme lavoro che stiamo facendo nel tracciamento dei contatti».

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