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Sisma, con il rientro a casa
torna la Tari: l’Arengo
darà la caccia ai “furbetti”

ASCOLI - Dai controlli effettuati dall’ufficio Tributi è emerso che diversi cittadini, dopo la revoca dello sgombero, non hanno ancora regolarizzato la loro posizione. Il Comune ricorda agli interessati di attestare autonomamente ogni variazione, nel tentativo di scongiurare eventuali dimenticanze e relative sanzioni

Anche in tempi di crisi sanitaria, risulta piuttosto evidente che l’emergenza sismica sia ancora lontana dall’essere un brutto ricordo per tanti abitanti del Piceno.

A cinque anni di distanza dalle terribili scosse del 2016, mentre ancora numerosi ascolani attendono di poter rientrare nella propria abitazione, accade che anche coloro che hanno già fatto ritorno a casa rischiano di finire esposti all’ennesima brutta sorpresa. Oltre agli evidenti aspetti positivi, infatti, la ritrovata quotidianità di un tempo porta con sé anche dei risvolti meno piacevoli, come quelli legati alle imposte sui rifiuti.

Una volta revocata l’ordinanza di sgombero e ripreso l’effettivo possesso del proprio appartamento, i cittadini in questione tornano infatti a produrre rifiuti e, di conseguenza, a dover corrispondere al comune di residenza gli importi previsti dalla Tari, il cui pagamento viene automaticamente sospeso a partire dalla data di pubblicazione dell’ordinanza di sgombero.

Per questa ragione, il Comune di Ascoli ha pensato bene di avvertire la cittadinanza della necessità di presentare la dichiarazione attestante la revoca dello sgombero all’ufficio Tributi, che nel corso delle ordinarie operazioni di controllo ha già accertato diverse irregolarità da parte di alcuni residenti che, per un eccesso di malizia o – come nella maggior parte dei casi – per semplice dimenticanza, non hanno fatto presente la variazione agli addetti dell’Arengo.

Se prevenire è meglio che curare, con questa comunicazione il Comune intende avvertire per tempo tutti coloro che non abbiano ancora regolarizzato la propria posizione, evitando così di dover intervenire con spiacevoli sanzioni che rappresenterebbero la classica beffa che va ad aggiungersi ai già ingenti danni del terremoto.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare direttamente gli addetti dell’ufficio Tributi.

f.a.



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