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Ricostruire Pescara,
i familiari delle vittime:
«Troppi ricordi, meglio delocalizzare»

ARQUATA - Dopo l'incontro che ha messo sul piatto sei scenari per ridare vita alla frazione simbolo del sisma, a parlare è l'associazione "Io sto con Pescara del Tronto": «Siamo contrari alla soluzione che contempla la ricostruzione lungo la provinciale 129. Oltre ai costi per mettere in sicurezza la zona, non riusciamo neppure a pensare di avere una nuova abitazione in quel luogo che ci ha dato tanta sofferenza»

Ricostruzione di Pescara del Tronto, dopo la presentazione dei sei scenari possibili, ecco cosa pensano i componenti dell’associazione Io sto con Pescara del Tronto, composta dai familiari delle vittime di quel maledetto 24 agosto 2016.

Quel che resta di Pescara del Tronto

«Come era facile intuire non in tutte le località indicate sarà possibile edificare totalmente il nuovo insediamento, ma abbiamo comunque la possibilità di diversificare le preferenze dei cittadini, che certamente potranno cogliere le aspettative di ognuno -spiega il portavoce Sergio Giangregorio-. Secondo noi lo scenario ideale è quello di delocalizzare tutto il paese verso Pretare».

«In seconda battuta vi è la possibilità di delocalizzazioni parziali sempre verso Pretare e Piedilama -continua Giangregorio-. Siamo, infatti, nettamente contrari a ricostruire Pescara lungo la provinciale 129, nello stesso sito devastato dal terremoto. Oltre ai costi per mettere in sicurezza la zona, non riusciamo neppure a pensare di avere una nuova abitazione in quel luogo che ci ha dato tanta sofferenza».

«Il dolore è sempre di chi lo indossa, il dopo rimane un percorso di mancanze e di vuoto, per questo non riusciamo a camminare di nuovo sulle pietre che ci hanno tolto i nostri cari -è la conclusione-. Questo dolore esige rispetto sempre e per sempre, non abbiamo mai pensato di orientare le scelte di chi vuole rimanere sul vecchio sito del paese, ma proprio per questo dobbiamo scegliere in libertà e gli scenari proposti ci consentono, oggi, di assecondare le esigenze di tutta la comunità che potrà essere unita solo nel rispetto e nel ricordo di chi la notte del 24 agosto del 2016 ci ha lasciato».

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