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Inferno A14, i trasportatori:
«I lavori sarebbero terminati ieri
Valutiamo un esposto in procura»

LA DENUNCIA di Emanuele Pepa, presidente Confartigianato settore trasporti, dopo il terribile schianto di Grottammare. Drammatica coincidenza: secondo il cronoprogramma iniziale l'intervento nelle gallerie doveva concludersi proprio nel giorno in cui hanno perso la vita i due camionisti: «Siamo molto preoccupati, stiamo pensando a diverse iniziative da mettere in campo»
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L’intervento dei vigili del fuoco sulla A14

di Giovanni De Franceschi

«I lavori secondo il primo cronoprogramma originario sarebbero dovuti terminare ieri, il 28 giugno. Invece si arriverà così fino al 9 luglio, poi hanno assicurato che lavoreranno solo di notte. Siamo molto arrabbiati e preoccupati, e stiamo valutando diverse iniziative, tra queste un esposto in procura».

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Emanuela Pepa, presidente Confartigianato Trasporti

Sono le parole di Emanuele Pepa, presidente per Confartigianato Macerata-Ascoli-Fermo del settore trasporti, dopo il terribile incidente di ieri sull’A14 a Grottammare che è costato la vita a due camionisti di 58 e 57 anni, Carlo Bartolomeoli, di Jesi, e Mario Miani (della provincia di Pescara) e il ferimento di un terzo, un 55enne residente nel Maceratese.

I lavori di cui parla sono proprio quelli relativi alle gallerie comprese nel tratto Pedaso-Grottammare, teatro della tragedia. Sarebbero dovuti terminare proprio ieri, triste e tragica coincidenza.

Invece continueranno così fino al 9 luglio, poi stando a quanto comunicato da Autostrade a Confartigianato continueranno fino al termine solo di notte. «È una situazione che come Confartigianato seguiamo da aprile, cioè da quando sono iniziati i lavori -continua Pepa-. Ci siamo confrontanti diverse volta con Aspi e i lavori sarebbero dovuti appunto terminare ieri. Non ha senso adesso parlare di una tragedia che si sarebbe potuta evitare, perché le variabili in campo sono troppe».

inc«Però siamo molti arrabbiati e preoccupati, perché sono anni che esistono questi problemi e perché quello è solo uno dei tanti che ci troviamo ad affrontare quotidianamente sulla rete stradale italiana -va avanti Pepa-. Per questo stiamo valutando un esposto in Procura.  Oltre a questo cosa fare? Purtroppo stiamo con le spalle al muro, perché ormai i lavori sono iniziati e se le strutture non sono in sicurezza non si può fare altro che aspettare che finiscano. Certo, possiamo chiederci perché gli interventi in galleria non siano stati portati avanti durante il lockdown, ma il vero problema è che questo disagio, che crea anche enormi rischi a chi tutti i giorni è sulle strade per lavoro, ma non solo, ce lo porteremo avanti a lungo».

«Noi tutti i giorni sappiamo quando partiamo e non sappiamo quando arriveremo, avevamo anche chiesto quantomeno di togliere i pedaggi a noi trasportatori ma non c’è stato verso -è la conclusione-. Quindi pretendiamo innanzitutto che ci venga fornito un cronoprogramma certo e poi da qui in poi vorremmo che ci si concentri con tutte le forze su una sola galleria alla volta, così da iniziare e terminare i lavori, prima di passare a quella successiva. Non ha senso avviare tanti cantieri in contemporanea che poi durano mesi. Ma una cosa è certa: chi all’epoca non volle la terza corsia, l’avrà sulla coscienza». 

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