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Pandemia, appello di Core
(Punto Aiuto Cittadino)
a Regione e sindaco:
«Bene i vaccini, ma serve
anche una strategia alternativa»

SAN BENEDETTO - Il presidente dell’associazione di volontariato chiede più attenzione alla ricerca di farmaci antivirali di ultima generazione, alla terapia degli anticorpi monoclonali e a nuovi protocolli sanitari. Ha scritto anche al primo cittadino Antonio Spazzafumo
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di Marco Braccetti

 

«Abbiamo l’impressione che il solo vaccino non sia sufficiente a sconfiggere il virus». Ecco la frase-chiave della lettera scritta da Elio Core (presidente dell’associazione Punto Aiuto Cittadino) e indirizzata al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una missiva indirizzata anche al primo cittadino sambenedettese Antonio Spazzafumo che fa il punto della pandemia, vista dagli occhi di un’associazione da tempo impegnata (soprattutto nell’area di Porto d’Ascoli) a sostegno delle fasce deboli della popolazione.

Elio Core in Piazza Cristo Re a Porto d’Ascoli

Sottolineando gli ultimi dati che segnano un netto rialzo dei contagi, Core scrive: «L’associazione Punto Aiuto Cittadino, da tempo, sostiene che la battaglia contro il virus e la sua definitiva sconfitta, passa non solo attraverso il vaccino, ma anche per la ricerca di farmaci antivirali di ultima generazione, la terapia degli anticorpi monoclonali e nuovi protocolli sanitari. Le recenti statistiche del Ministero della Salute segnalano che il piano vaccinale ha raggiunto ormai 86% della popolazione, risultato  apprezzabile ma non sufficiente per sconfiggere il temibile morbo. Per questi motivi, crediamo che sia giunto il tempo di avviare a qualsiasi livello istituzionale una profonda riflessione sulla attuale gestione della pandemia e i suoi protocolli operativi».

Eccoci, dunque, nel cuore del problema: «Abbiamo l’impressione che il solo vaccino non sia sufficiente a sconfiggere il virus – continua la lettera di Core ad Acquaroli e Spazzafumo – servono anche comportamenti individuali  responsabili e usi di presidi sanitari diffusi, oltre al potenziamento della medicina territoriale. Occorre rafforzare gli organici medici ed infermieristici nelle corsie ospedaliere e riaprire gli ospedali periferici, chiusi a causa di politiche dissennate, con la pia illusione di perseguire  l’equazione costi benefici, depauperando di fatto professionalità e strutture pubbliche».

 

Il testo integrale della lettera




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