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Ascoli, il sogno si è interrotto ma il progetto prosegue: la stagione lascia un’ampia eredità da sfruttare

SERIE B - La ferita post Benevento rimarrà impressa nell’ambiente bianconero, ma gli elementi positivi da cui ripartire sono ben più influenti. Squadra, tifosi e società: tanti i temi da affrontare per continuare a crescere e consolidarsi
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di Salvatore Mastropietro

 

L’amarezza per un sogno svanito in appena 90 minuti è ancora viva in casa Ascoli e difficilmente passerà rapidamente. Resterà una ferita, come tante – soprattutto derivanti dal cattivo rapporto tra il Picchio e la formula dei playoff (sia in Serie B che in C) – che già in passato hanno caratterizzato la ricchissima storia di un club glorioso come quello bianconero.

L’undici bianconero sceso in campo contro il Benevento

 

Stavolta, però, l’insuccesso si sposa con la consapevolezza di aver compiuto un percorso straordinario. Dopo tante stagioni di salvezze striminzite e indicibili sofferenze, Dionisi e compagni sono riusciti a riconquistarsi un ruolo da protagonisti nel panorama calcistico del campionato cadetto. Con una rosa da metà classifica – il monte ingaggi a inizio stagione parla chiaro con i bianconeri al 9° posto – mister Andrea Sottil è riuscito a costruire una compagine ostica per chiunque, in grado di raggiungere quota 65 punti in classifica (record bianconero nell’era dei tre punti) e di riaccendere nell’ambiente quella scintilla di entusiasmo che si è via via trasformato in un vero e proprio fuoco ardente.

L’abbraccio a fine partita sotto la Curva Nord

 

CAPITOLO SQUADRA – La stagione calcistica ormai di fatto conclusa lascia in dote per il futuro una vasta eredità da cui ripartire. Innanzitutto, e lo hanno subito evidenziato nel post partita di Ascoli-Benevento il direttore sportivo Marco Valentini e lo stesso allenatore Andrea Sottil, c’è quello zoccolo duro di calciatori che ha costituito nell’ultimo anno (e anche oltre per quanto riguarda coloro che erano già stati protagonisti della cavalcata-salvezza del 2020-2021) un’ossatura di assoluto valore. Come non citare colonne dello spogliatoio come Leali, Botteghin, Eramo e Dionisi, oppure giovani di proprietà come Collocolo, Saric, Caligara (sarà presto riscattato dal Cagliari), passando anche per i vari Buchel, Falasco, Bidaoui e tutti gli altri.

 

Saranno diverse le situazioni da definire, a partire dai prestiti in scadenza di Maistro, Tsadjout e Bellusci. E bisognerà poi valutare anche le offerte che potrebbero arrivare per alcuni gioiellini bianconeri, su tutti Saric finito nel mirino da ormai diverso tempo di un paio di club di Serie A. Entro fine mese verranno gettate giù tutte le linee guida su cui lavorare nelle settimane successive per arrivare pronti all’inizio del prossimo campionato, in modo che la continuità di progetto su cui l’Ascoli può contare si trasformi in un effettivo vantaggio di programmazione.

 

CAPITOLO TIFOSI – Tra gli aspetti positivi di cui far tesoro per l’immediato futuro c’è senz’altro la risvegliata passione del popolo bianconero. Nonostante il risultato negativo, il playoff contro il Benevento ha fornito l’ulteriore conferma che un  Ascoli di alto livello non possa prescindere dal suo pubblico. Dopo un anno caratterizzato da 4.000 presenze di media (trend comunque osservato un po’ ovunque), la speranza è che la prossima stagione possa essere quella del definitivo ritorno alla normalità in termini di spettatori. Ci sono tutti gli ingredienti affinché, anche con il contributo di una campagna abbonamenti ben disegnata, l’entusiasmo scoppiato nell’ambiente negli ultimi mesi possa consolidarsi ulteriormente. E sì, ci sarà bisogno anche di quella fetta di supporters che qualcuno, facendosi autonomamente carico dell’oneroso compito di distributore di patenti di tifoso (si badi all’ironia), si diverte a definire “occasionali”. A tutto ciò si aggancia il discorso “Del Duca”, i cui limiti infrastrutturali andranno affrontati una volta per tutte dopo l’immobilismo degli ultimi anni.

Pulcinelli e Sottil

 

CAPITOLO SOCIETÀ – La chiosa finale è riservata al tema – ultimo ma non per importanza – societario. Tra l’opzione per il passaggio al 51% della “North Sixth Group” di Matt Rizzetta ed il coinvolgimento (in inglese si direbbe “committment”, termine calzante soprattutto in ambito aziendale) sempre crescente di patron Pulcinelli e degli altri soci (su tutti “Distretti Ecologici” della famiglia Passeri), saranno diversi i discorsi da chiarire. Anche qui, comunque, la speranza di tutto l’ambiente è che ci sia la volontà di proseguire quel percorso di crescita e di miglioramento intrapreso soprattutto negli ultimi dodici mesi. Le parole fanno ben sperare, i fatti dovranno muoversi di conseguenza.




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