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Bollette dell’acqua, sindaci in coro: «Invitiamo gestore e presidente Ato a cercare soluzioni diverse»

APPELLO di numerosi primi cittadini del Piceno (più Montelparo e Amandola del Fermano) nei confronti del gestore Ciip e del presidente dell'Ato Marco Fioravanti. Decisa presa di posizione: «Non parteciperemo alla votazione» 
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Il prospettato aumento delle bollette dell’acqua continua a far discutere, e anche parecchio. Scendono in campo, uniti come raramente è capitato, diversi sindaci, che si rivolgono al gestore (Ciip) e al presidente dell’Ato (il loro collega di Ascoli Marco Fioravanti) appellandosi affinchè «provvedano alla ricerca di soluzioni diverse dall’aumento tariffario del 25% prospettato».

 

Il documento congiunto è firmato dai sindaci di Castorano (Graziano Fanesi), Cossignano (Roberto Luciani), Folignano (Matteo Terrani), Force (Amedeo Lupi), Grottammare (Enrico Piergallini), Monteprandone (Sergio Loggi), Offida (Luigi Massa), Ripatransone (Alessandro Lucciarini De Vincenzi), Rotella (Giovanni Borraccini che è anche vice presidente della Provincia), Spinetoli (Alessandro Luciani), Acquasanta Terme (Sante Stangoni), Appignano del Tronto (Sara Moreschini), Arquata del Tronto (Michele Franchi), Comunanza (Alvaro Cesaroni), Castignano (Fabio Polini), Montegallo (Sante Capannna), Palmiano (Giuseppe Amici), Roccafluvione (Francesco Leoni), Venarotta (Fabio Salvi) e anche due Comuni del Fermano: Montelparo (Marino Screpanti) e Amandola (Adolfo Marinangeli).

 

IL TESTO INTEGRALE

 

«Dal 2016 in poi le Marche ed il Piceno sono stati i territori che più hanno subito le conseguenze del sisma,  si sono aggiunti la pandemia e l’aumento dei costi energetici legati in particolar modo al conflitto Russo Ucraino, tutt’ora in corso, che hanno aggravato la situazione socio-economica nei nostri territori.

Nei giorni scorsi, a seguito della convocazione dell’Assemblea d’Ambito, in qualità di Sindaci siamo stati messi a conoscenza della proposta di aggiornamento delle predisposizioni tariffarie dell’AATO5 Marche Sud Ascoli Piceno – Fermo.

Analizzando la documentazione pervenutaci, oltre che una dichiarazione dei soli Sindaci di Ascoli, Fermo e San Benedetto, si è potuto evincere come si sia avallata la variazione del teta 2022: 8,45%; teta 2023: 7,5%; teta 2024: 7,3%. Variazioni per le quali il gestore Ciip spa sarebbe tenuto ad applicare l’aggiornamento tariffario per l’anno 2022 con riferimento ai consumi di competenza a partire dal 01.01.2022.

Ciò vorrebbe dire che a partire dal 1 gennaio 2023 (poco più di un mese alla data attuale) gli utenti si troverebbero a dover sostenere un aumento tariffario del 16% per arrivare al 2024 con un aumento ulteriore del 7,3%. Aumenti che, complessivamente, se parametrati alla tariffa attuale, sarebbero del 25% circa.

Rimane evidente come la proposta del gestore sia assolutamente fuoriluogo rispetto alle difficoltà che i cittadini dei nostri territori affrontano, difficoltà che in molti casi vengono attenuate dai Comuni, i quali si troverebbero a dover sopportare gli aumenti tariffari anche per tutte le utenze di competenza.

Da ultimo, le considerazioni sopra riportate, trovano conferma nel conto economico allegato alla proposta di deliberazione: dinanzi a ricavi di 54 milioni di euro del 2021, da qui a 3 anni il gestore andrebbe ad implementarli ipotizzandoli sino a quasi 75 milioni di euro, con un aumento netto dei ricavi (in particolare derivanti dall’aumento tariffario) di quasi venti milioni. Tali voci di aumento non sono però suffragate da un aumento dei costi operativi di pari importo i quali passerebbero dai 19 milioni del 2021 ai 24 del 2025 con un aumento massimo quindi di 5 milioni. Solo nel 2022 si registrerebbe un aumento importante dei costi operativi, che però potrebbe essere facilmente attenuato dai risultati di esercizio.

Su quest’ultimi è infatti importante accendere un faro: si passerebbe dai 5,5 milioni dello scorso anno ad addirittura 14 del 2025. Alla luce di quanto sopra evidenziato si invita il presidente ATO a trovare soluzioni alternative che evitino l’aumento drastico delle tariffe a carico dei cittadini e delle casse degli enti locali.

Sarebbe paradossale per un Comune da un lato dover provvedere a creare fondi per l’aiuto alle bollette per i meno ambienti e dall’altro sostenere l’aumento per un bene essenziale come quello dell’acqua.

Per tali motivi, non parteciperemo alla votazione del 17 novembre ed invitiamo il gestore ed il presidente dell’ATO a provvedere alla ricerca di soluzioni diverse dall’aumento tariffario del 25% prospettato».

 

Aumento delle tariffe dell’acqua, «una scelta di responsabilità: ritocco minimo e condizionato»

 




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