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Le parole di Renzi scatenano la bufera: gli ex diggi Colantuono e Faccioli preannunciano querele

SERIE D - La conferenza stampa del presidente rossoblù al termine di Samb-Termoli ha scatenato le immancabili polemiche. «Abbiamo dato mandato ai nostri legali». L'avvocato Roberto Ascani: «Il gruppo sambenedettese non ha mai proposto di entrare in società o fare sponsorizzazioni»
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Colantuono, Renzi e Faccioli

 

di Benedetto Marinangeli

 

Sono state le dichiarazioni di Roberto Renzi a fare più rumore nel dopo gara tra Samb e Termoli, nonostante il ritorno al successo al Riviera con un largo 3-0. Parole che hanno determinato la risposta da parte di Stefano Colantuono, dell’avvocato Roberto Ascani, portavoce del gruppo sambenedettese che puntava a fare ripartire il calcio in città dopo il fallimento e tutte le situazioni che si sono verificate nella vorticosa estate 2021 e dell’ex direttore generale Luca Faccioli. I primi due sono intervenuti, telefonicamente, alla trasmissione “Cuore di Calcio” su “VeraTv”, il terzo con una nota stampa.

 

Inizia Stefano Colantuono e si riferisce alla quesitone degli equi indennizzi. «Ho letto quello che ha detto questo signore (Roberto Renzi, ndr). Quest’ultimo – afferma l’ex tecnico rossoblù ed oggi responsabile del settore giovanile della Salernitana – avrebbe detto che, il sottoscritto, non avrebbe rinunciato neanche a un euro. Probabilmente questo signore non parla con i suoi avvocati o, se ci ha parlato, non ha capito bene quello che gli hanno detto. Non più tardi di un mese e mezzo fa io, assieme al mio legale, quelli della Sambenedettese e un giudice terzo, abbiamo fatto un verbale di conciliazione, raggiungendo un accordo in base al quale ho rinunciato al 50% delle mensilità, ma non solo».

 

La restante parte infatti, viene poi spalmata su più mesi: «L’accordo prevedeva anche – aggiunge Colantuono – che quello che lui mi doveva riguardo alle mensilità di luglio e agosto, non mi venisse dato. Ho rinunciato, per andare incontro alla società, al 50% di quello che lui mi doveva. Oltre a questo, ho spalmato il resto su quattro mesi circa. Una parte me la dovrebbe pagare adesso mentre l’altra parte a gennaio dell’anno nuovo. L’ho voluto aiutare».

 

Ed ancora. «Questo signore poi dimentica che a maggio, nell’unica volta che ci siamo parlati per chiedermi di venire incontro riguardo alcune mensilità che io ancora dovevo prendere, si scorda di dire che io rinunciai a tre mensilità, gliele regalai a patto che la Sambenedettese si fosse iscritta al campionato di Lega Pro. Io quando parlo, parlo con i documenti in mano. Io ho fatto tutto davanti al suo avvocato, all’epoca Schiavi, e davanti chiaramente ai sindacati. Sono tutte cose scritte: rinunciai a parte delle mensilità, poi lui non si iscrisse al campionato di Serie C. Questo signore non deve permettersi di dire cose inesatte perché io, a San Benedetto, ci vivo da 22 anni. Ormai sono orgogliosamente un cittadino sambenedettese. Qui ci ho giocato, ci ho allenato e, nel mio piccolo, ho ottenuto qualche risultato. Quindi non permetto a nessuno di dire falsità sulla mia persona e, specialmente, su cose che riguardano la Sambenedettese. La Samb – conclude Colantuono – è la mia squadra come lo è di tutti i cittadini. Ho già parlato con il mio avvocato e se ci saranno i presupposti, questo lo valuterà lui, andremo avanti anche per vie legali. Non si possono dire pubblicamente cose inesatte – conclude Colantuono – specialmente su questo argomento. Bastava che questo signore si consultasse con i suoi avvocati».

 

E’ poi la volta dell’avvocato Roberto Ascani che ribatte a Renzi sul fatto che il gruppo sambenedettese non sia mai intervenuto a livello economico nei confronti della A.S. Sambenedettese. «Avevamo costituito un pool di imprenditori -spiega- con lo scopo di evitare la scomparsa della Samb ed eravamo pronti per l’iscrizione in serie D. Dopo le note vicissitudini ci chiamò il sindaco di allora Pasqualino Piunti. All’ incontro partecipammo io, Gennaro Limatola e Gianni Iacoponi mentre con il primo cittadino c’era l’assessore allo sport Pierfrancesco Troli. Piunti telefonò a Renzi per chiedergli se potessimo prendere le quote della nuova società. Lui disse di si ma noi rispondemmo picche perché non ci era piaciuta la situazione e soprattutto perché non aveva iscritto la Samb in Serie C. Non è assolutamente vero che proponemmo di entrare in società con il 5, 10 per cento o con sponsorizzazioni. E fu Piunti a chiamare Renzi e non noi. Siamo tutti tifosi della Samb ed alla domenica siamo presenti al Riviera. La Samb -conclude l’avv. Ascani- ce l’ha Renzi che vuole andare avanti. Per noi non c’è alcun problema».

 

Il cerchio lo chiude con l’ex direttore generale Luca Faccioli. «A seguito delle dichiarazioni rilasciate dalla Presidenza della A.S. Sambenedettese nella conferenza stampa di domenica, riportate dai quotidiani , tv locali e canali social che hanno riguardato la mia persona in relazione ai rapporti con la società sportiva A.S. Sambenedettese e la Società Garigliano , ritengo doveroso precisare che il sottoscritto, contrariamente a quanto dichiarato in quella sede, ha sempre agito in forza di un dettagliato contratto. Detta precisazione non vuole essere fonte di polemiche che trovo inutili e non costruttive per nessuno, ma per tutelare la mia dignità di professionista che lavora con impegno e serietà da decenni ai massimi livelli nel mondo dello sport. Nel merito ovviamente ho già dato incarico per agire giudizialmente a tutela del rispetto del contratto in essere».




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