facebook rss

Gigi Riva segnò all’Ascoli nel giorno in cui il Picchio per la prima volta si affacciò nel grande calcio

CALCIO - "Rombo di tuono" al Del Duca a soli due anni dal leggendario 4-3 di Italia-Germania. I bianconeri, all'esordio in Coppa Italia, avevano appena vinto il campionato di C. Finì 0-2. Il recordman di reti azzurre affrontò l'Ascoli altre due volte nel 1975 e poi tornò nell'anno dell'Ascoli dei Record affiancando l'allenatore dei sardi Tiddia
...

30 agosto 1972, Coppa Italia, Ascoli-Cagliari 0-2: Riva e Campanini prima del via e, a destra, Riva con Vezzoso al rientro in campo dopo l’intervallo

 

di Andrea Ferretti

 

Anche l’Ascoli Calcio ha l’onore di aver subìto almeno un gol da Gigi Riva. Mica uno qualunque. Proprio come è accaduto con Diego Armando Maradona. Giocatori che sono stati leggenda quando erano in vita, figuriamoci dopo. Di Riva hanno detto, scritto, riflettuto, sentenziato e blaterato un po’ tutti. Di colpo anche i più giovani forse si sono resi conto della caratura, sportiva e umana, di chi ieri ci ha lasciato a 79 anni.

 

Tutti, o quasi, ora sanno che in azzurro aveva quasi la media di un gol a partita (35-42). Qualche altro apprenderà che a cavallo del 1970 il suo nome era nell’imaginario collettivo di grandi e piccoli, perfino di massaie e casalinghe che conoscevano il calcio solo attraverso le discussioni in casa di marito e figli. C’erano la Radio, un solo canale Tv e i quotidiani, quelli di carta che ancora avevano un senso.

 

Anno magico il 1970. Nell’ordine. Lo scudetto conquistato con il Cagliari grazie ai suoi gol che gli valsero il terzo titolo di capocannoniere della A, campionato dove ha segnato più di mezzo gol a partita (156-289). Vice campione del mondo in Messico con la Nazionale che, dopo il 4-3 del secolo, si arrese solo ad un irripetibile Brasile. Terzo nella classifica del “Pallone d’Oro” alle spalle del tedesco Gerd Muller e dell’inglese Bobby Moore.

 

Ebbene, a soli due anni da quel mitico 4-3, l’Ascoli neopromosso in B affrontò il Cagliari di Riva nella prima partita ufficiale del Picchio al cospetto di avversari di Serie A e B. Era la Coppa Italia e la partita del 30 agosto 1972 al “Del Duca” finì 0-2. Alla mezzora del primo tempo segnò Brugnera, alla mezzora della ripresa chiuse il conto lui. Nel mini girone c’erano anche Arezzo, Perugia e Ternana.

 

Il turno lo passò il Cagliari allenato da Edmondo Fabbri, sì quello della Corea di sei anni prima, nelle cui fila c’erano diversi quasi freschi scudettati: Albertosi, Martiradonna, Poletti, Cera (9’st Roffi), Niccolai, Tomasini, Nenè, Gori, Maraschi (1’st Domenghini), Brugnera, Riva. Carlo Mazzone rispose con: Buffon (un lontano parente di Gigi), Vezzoso, Natalini, Colautti, Castoldi, Minigutti, Colombini (1’st Macciò), Vivani, Bertarelli, Gola, Campanini.

 

L’Ascoli e Riva incrociarono di nuovo i tacchetti dopo due anni e mezzo. Era il 19 gennaio 1975, prima stagione dei bianconeri in A. In Sardegna finì 2-0 con doppietta di Sergio Gori. Sulle anchine due allenatori emergenti destinati a grandi carriere: Radice e Mazzone. Nel Cagliari pochissimi reduci del tricolore: Vecchi, Dessì, Mancin, Gregori, Niccolai (37’st Valeri), Tomasini, Nenè, Bianchi, Gori, Butti, Riva. Così l’Ascoli: Grassi, Vezzoso, Legnaro (12’st Macciò), Colautti, Bertini, Morello, Minigutti, Salvori, Zandoli, Gola, Campanini. A fine campionato tutti salvi: su 16 squadre Ascoli 12° con 24 punti, Cagliari 10° con 26.

 

Nel campionato successivo l’ultimo incrocio dei bianconeri con “Rombo di tuono”. Il 12 ottobre 1975 fu pareggio a reti bianche in Sardegna tra le formazioni allenate da Luisito Suarez e Enzo Riccomini. Del Cagliari scudettato ne erano rimasti tre: Vecchi, Valeri, Longobucco, Gregori, Niccolai, Roffi, Nenè (36’st Marchesi), Quagliozzi, Virdis, Viola, Riva. L’Ascoli si presentò con Grassi, Logozzo, Perico, Scorsa, Castoldi, Morello, Salvori, Ghetti, Silva, Gola, Zandoli (28’st Minigutti). A fine stagione di nuovo sorte comune, stavolta però Ascoli e Cagliari retrocessero in B insieme al Como.

 

Riva appese purtroppo le scarpette al chiodo a soli 32 anni. Ma tornò presto al “Del Duca”. Lo fece il 7 maggio 1978. Affiancava nella conduzione tecnica Mario Tiddia, suo ex compagno di squadra in rossoblù negli anni Sessanta. La partita finì 2-2 e dopo un mese finì pure il campionato: l’Ascoli volò in A diventando per sempre “L’Ascoli dei Record”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X