
Melania Rea
di Elena Minucci
Sono trascorsi 15 anni dalla morte di Melania Rea, ma il suo ricordo non si spegne. Era il 18 aprile 2011 quando si persero le tracce della giovane mamma, residente a Folignano ma originaria di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli.
Quel giorno Melania, il marito Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito Italiano, e la loro figlia Vittoria, di appena diciassette mesi, si recarono a Colle San Marco per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Ed è lì, secondo il racconto del marito, che Melania, allontanatasi per andare in bagno, non fece più ritorno. Proprio tra Colle San Marco e Colle San Giacomo si concentrarono le ricerche.
Melania fu ritrovata priva di vita due giorni dopo, a circa venti chilometri dal luogo della scomparsa, nel bosco delle “casermette”, nella frazione di Ripe di Civitella del Tronto. Le indagini si concentrarono sul marito, che fu arrestato a luglio, tre mesi dopo il delitto.
Processato con rito abbreviato, Salvatore Parolisi fu condannato all’ergastolo in primo grado, pena poi ridotta a 30 anni dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila. La Cassazione escluse l’aggravante della crudeltà, affidando una nuova valutazione della pena ai giudici d’appello di Perugia. Nel 2016 è arrivata la condanna definitiva a 20 anni di carcere.
Una tragedia segnata da bugie, omertà e fughe di notizie, con un’eco mediatica che coinvolse non solo il Piceno ma tutta Italia, trasformandola in uno dei casi di cronaca nera più seguiti e discussi.
Oggi Salvatore Parolisi ha 47 anni ed è detenuto nel carcere di Bollate. In passato ha seguito un corso per diventare centralinista. La fine della pena è ancora lontana, ma non abbastanza per la famiglia di Melania, che sperava nell’ergastolo, poi escluso per la caduta delle aggravanti.
Nel frattempo, la piccola Vittoria è cresciuta: oggi ha 16 anni. Nel 2020 ha ottenuto il via libera per cambiare cognome, scegliendo quello della madre. Oggi si chiama Vittoria Rea.

La targa apposta sulla passeggiata dedicata a Melania Rea, a Folignano
Il ricordo di Melania continua a vivere nel cuore di tutti. Nel 2023, a Folignano, in viale Firenze, a pochi passi dalla sua abitazione, il Comune ha inaugurato una passeggiata e una panchina rossa a lei dedicate. La sua storia è stata raccontata negli anni anche in diverse trasmissioni televisive e, a fine 2025, è stata avviata la realizzazione di una serie tv, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su una vicenda che ha segnato profondamente il Paese.
A distanza di anni, la ferita della famiglia resta aperta: «Sei rimasta viva nei nostri cuori, nei nostri pensieri, in ogni piccolo gesto che ci riporta a te – sono le parole dello zio Gennaro – Sei stata strappata alla vita troppo presto, in modo ingiusto e crudele, lasciando un vuoto immenso. Ma hai lasciato anche un dono prezioso: la tua piccola Vittoria.
Aveva solo 17 mesi quando le sei stata portata via, oggi è una giovane donna. In lei vive il tuo riflesso, la tua dolcezza, la tua forza.
Vittoria porta avanti la tua luce, anche senza averti potuta conoscere davvero.
Nei suoi occhi, nel suo sorriso, nel suo cammino, c’è qualcosa di te che il tempo non potrà mai spegnere. E in questo troviamo un filo di conforto, anche in un dolore che non passa mai. Oggi ti ricordiamo con infinito amore, con le lacrime e con la certezza che non sarai mai dimenticata. Sei parte di noi, per sempre».

La panchina intitolata a Melania Rea
In occasione dell’anniversario arrivano anche le parole del sindaco di Folignano, Matteo Terrani: «Oggi il nostro pensiero torna a Melania Rea. Quindici anni che non cancellano il dolore, ma che rafforzano il dovere della memoria.
Una giovane donna, una madre, che la nostra comunità continua a ricordare con rispetto e discrezione.
A Folignano le abbiamo dedicato un luogo, un segno semplice che ogni giorno ci richiama a qualcosa di essenziale: non voltarsi dall’altra parte. Perché ricordare Melania significa anche questo: continuare a tenere alta l’attenzione, senza mai abbassare lo sguardo davanti alla violenza sulle donne».
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