Il ricorso del Comune di Ascoli Piceno davanti al Tar del Lazio sulla nuova classificazione dei comuni montani scatena la dura reazione del sindaco di Castignano, Fabio Polini. Il primo cittadino, in un posto lanciato sui social, attacca apertamente la posizione dell’amministrazione ascolana, accusandola di aver assunto un atteggiamento contraddittorio rispetto alle dichiarazioni pubbliche rilasciate nelle ultime ore.

Fabio Polini
Al centro della polemica c’è il nuovo Dpcm del 18 febbraio 2026 che ha ridefinito l’elenco dei comuni montani italiani, escludendo 29 comuni marchigiani, tra cui proprio Castignano e Appignano del Tronto. Una decisione che, secondo Polini, penalizza gravemente i territori delle aree interne, privandoli di strumenti, fondi e agevolazioni fondamentali.
Il sindaco di Castignano ricorda come i comuni esclusi abbiano già deciso di fare ricorso al Tar, contestando i nuovi criteri adottati dal Governo. Tra i nuovi comuni inseriti nell’elenco figura anche Ascoli Piceno, che però ha annunciato la propria costituzione in giudizio davanti al Tar Lazio.
Una scelta che l’Arengo ha motivato parlando di “senso di responsabilità istituzionale” e di “solidarietà verso i comuni esclusi”. Ma Polini respinge con forza questa interpretazione.
«Ora, premesso il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti è presidente di Anci Marche e presidente del consiglio Nazionale di Anci, bisogna ricordare che sia la Regione Marche sia Anci, hanno espresso voto favorevole a questa legge nella conferenza Stato-Regioni, dando il via libera al Ministero. Se il collega di Ascoli riteneva questa norma sbagliata aveva il potere di votare contro cercando di fermarla. Cosa che non è avvenuta», afferma il sindaco di Castignano.
Il passaggio più duro riguarda però il contenuto della delibera approvata dalla giunta ascolana. Secondo Polini, infatti, gli atti ufficiali smentirebbero le dichiarazioni pubbliche di Palazzo Arengo.

Passaggio del ricorso al quale fa riferimento Polini
«Il Comune di Ascoli fa ricorso per far valere, in qualità di controinteressato, la correttezza e la legittimità degli atti impugnati e dunque dell’elenco dei comuni montani nel quale è ricompreso anche il Comune di Ascoli Piceno. In sostanza chiede al Tar di respingere il nostro ricorso», sostiene Polini.
Da qui l’accusa di incoerenza politica e istituzionale: «Deliberare un atto e dichiarare alla stampa l’esatto opposto richiede coraggio».
Polini rivendica quindi la battaglia portata avanti dai comuni esclusi, parlando di una mobilitazione che va oltre i confini regionali. «Sarà una battaglia nazionale con tutti i 720 comuni esclusi. Si evince chiaramente che il ministro Calderoli vuole sostenere maggiormente le Alpi a discapito degli Appennini».
Il sindaco richiama anche le difficoltà quotidiane delle aree interne, citando come esempio l’acquisto di un distributore da parte del Comune per garantire un servizio essenziale alla popolazione.
«L’amministrazione di Castignano non si farà intimidire e continuerà a difendere i propri cittadini in tutte le sedi opportune. Il viaggio è appena iniziato. Roma arriviamo», conclude Fabio Polini.
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