Vinitaly 2026, il Consorzio Vini Piceni chiude con successo tra istituzioni, innovazione e identità

BILANCIO positivo per i 29 espositori: grande affluenza allo stand Marche, visite istituzionali di rilievo e focus su nuove strategie, dal logo alla viticoltura di precisione. Il presidente Capecci: «Sia gli appassionati sia gli operatori hanno potuto apprezzare le nostre denominazioni, capaci di adattarsi a nuove logiche di consumo, orientate verso prodotti meno impattanti»
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Istituzioni locali, regionali e nazionali nell’area  del Consorzio Vini Piceni, all’interno del padiglione 7 della Regione Marche

 

 

Si è chiusa con un bilancio positivo l’avventura del Consorzio Vini Piceni alla 58ª edizione del Vinitaly di Verona. Soddisfatti i 29 espositori presenti, protagonisti di un’edizione che ha superato le iniziali incertezze della vigilia, registrando invece un’ampia partecipazione di wine lovers e operatori del settore.

 

La visita della premier Meloni

Grande visibilità per lo stand consortile all’interno del padiglione 7 della Regione Marche, animato anche dalla “Terrazza Marche”, spazio dedicato alle degustazioni libere di etichette selezionate. Proprio qui si sono svolti momenti istituzionali di rilievo, con la visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che ha brindato con la Passerina spumante del Piceno. Presenti anche il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni e l’assessore regionale Enrico Rossi, oltre ad altri rappresentanti istituzionali del territorio.

 

Tra i temi affrontati durante gli incontri, anche la questione dell’indicazione del “Montepulciano” in etichetta per i vini rossi a denominazione di origine, argomento centrale per il comparto vitivinicolo marchigiano.

 

 

 

Elemento distintivo di questa edizione è stato il lancio del nuovo logo del Consorzio, simbolo di un cambiamento nell’approccio al vino: maggiore leggerezza, contemporaneità e uno sguardo proiettato al futuro, senza perdere il legame con l’identità territoriale. Emblema di questa visione è il Picchio, scelto come segno rappresentativo per il suo valore storico e simbolico.

 

«Sia gli appassionati sia gli operatori hanno potuto apprezzare le nostre denominazioni, capaci di adattarsi a nuove logiche di consumo, orientate verso prodotti meno impattanti – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Simone CapecciAllo stesso tempo, i nostri produttori hanno dimostrato di sapersi evolvere senza mai perdere qualità e identità, elementi fondamentali per la riconoscibilità dei vini piceni».

 

Armando Falcioni, direttore del Consorzio Tutela Vini Piceni, il presidente della Regione Acquaroli e Simone Capecci, presidente del Consorzio

Il Vinitaly 2026 è stato anche occasione per presentare numerose iniziative: dal convegno sulla viticoltura di precisione tenuto dal professor Brancadoro dell’Università di Milano, realizzato in collaborazione con Vinea di Offida, alle degustazioni di Rosso Piceno Superiore con Ais Marche, fino a masterclass con buyer internazionali e incontri tecnici dedicati alle denominazioni tutelate.

 

Un’edizione intensa, dunque, che conferma il ruolo centrale del Consorzio Vini Piceni nel panorama enologico regionale e nazionale, capace di coniugare tradizione, innovazione e dialogo con le istituzioni.


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