Tentano di truffare quattro anziani, arrestati due uomini e una donna

ASCOLI - Operazione congiunta di Squadra Mobile della Questura e Carabinieri. I tre, tutti di origine campana, sono accusati di aver agito con la tecnica del “finto nipote”. Per loro disposti gli arresti domiciliari
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Immagine di repertorio

Tre persone di origine campana, due uomini e una donna, sono state arrestate dal personale della Squadra Mobile della Questura e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ascoli Piceno perché ritenute responsabili di quattro tentate truffe aggravate ai danni di anziani residenti nel capoluogo e in provincia.

 

I fatti risalgono alla tarda mattinata del 29 maggio, quando alle sale operative della Questura e del Comando Provinciale dei Carabinieri sono giunte, tramite il numero unico di emergenza 112, alcune segnalazioni relative a tentativi di truffa con la cosiddetta tecnica del “finto nipote”. Immediatamente sono stati predisposti specifici servizi di polizia giudiziaria che hanno consentito di individuare e monitorare il veicolo sul quale viaggiavano i presunti responsabili.

 

L’auto è stata notata transitare nei pressi di diverse palazzine di Ascoli Piceno e della provincia, molte delle quali abitate da persone anziane. Gli investigatori, ritenendo che gli spostamenti degli occupanti fossero compatibili con la preparazione di ulteriori azioni delittuose, hanno seguito il mezzo fino al casello autostradale di San Benedetto del Tronto, dove è stato fermato.

 

A bordo sono stati identificati due uomini e una donna, tutti gravati da numerosi precedenti specifici. La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire telefoni cellulari, 400 euro in contanti e alcuni gioielli di presunta provenienza illecita, trovati all’interno della borsa della donna. Il materiale è stato sottoposto a sequestro.

 

Dalla successiva ricostruzione dei fatti è emerso il coinvolgimento dei tre nei quattro episodi contestati. Le persone offese, oltre a presentare querela, hanno descritto nel dettaglio la dinamica degli eventi, indicando ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti.

 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutte le vittime sarebbero state contattate telefonicamente e successivamente raggiunte nelle proprie abitazioni da un falso appartenente alle forze dell’ordine che, utilizzando la consueta tecnica truffaldina, chiedeva la consegna di denaro e gioielli.

 

I tentativi non sono però andati a segno grazie alla prontezza degli anziani coinvolti che, insospettiti dal fatto che l’uomo non indossasse alcuna uniforme e non avesse mostrato alcun distintivo, hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine.

 

Alla luce degli elementi raccolti, i tre sono stati arrestati per tentata truffa aggravata e, su disposizione del pubblico ministero di turno, associati alle case circondariali di Marino del Tronto e Castrogno.

 

Il successivo 1° giugno il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ascoli Piceno ha convalidato gli arresti e disposto nei confronti dei tre indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

Nei confronti degli arrestati saranno inoltre avviate le procedure per l’applicazione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente.

 

Questura e Carabinieri ricordano infine di prestare la massima attenzione a chiunque si presenti in casa chiedendo denaro o preziosi. Le amministrazioni pubbliche e le forze dell’ordine, sottolineano gli investigatori, non richiedono mai pagamenti immediati in contanti né la consegna di oggetti di valore per finalità amministrative o giudiziarie.


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