Nel Piceno aumentano gli infortuni sul lavoro e crescono in maniera significativa anche le malattie professionali. È quanto emerge dai dati Inail relativi al primo quadrimestre del 2026, elaborati da Guido Bianchini, past president Cocopro Inail di Ascoli Piceno. Un quadro che, pur registrando un elemento positivo sul fronte degli incidenti mortali, evidenzia criticità che continuano a interessare il mondo del lavoro provinciale.
Tra gennaio e aprile, nella provincia di Ascoli Piceno sono state presentate 702 denunce di infortunio sul lavoro, contro le 664 dello stesso periodo del 2025. L’incremento è pari al 5,72%, un dato superiore alla media regionale, che si attesta al +2,76%. Solo la provincia di Fermo, nelle Marche, fa registrare una crescita percentuale più marcata (+8,45%).
L’aumento degli infortuni nel Piceno si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da 5.552 denunce complessive, con una crescita che interessa sia gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa sia quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro. A livello marchigiano, particolarmente significativo è l’incremento degli incidenti che coinvolgono mezzi di trasporto durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Sul fronte degli infortuni mortali, invece, arriva una notizia incoraggiante. Nei primi quattro mesi del 2026 la provincia di Ascoli Piceno non registra alcuna vittima sul lavoro, mentre nello stesso periodo del 2025 i decessi erano stati due. Un risultato che contribuisce a modificare la distribuzione territoriale del fenomeno nelle Marche, dove il numero complessivo delle vittime resta fermo a sei, ma concentrate nelle province di Ancona e Pesaro-Urbino.
Resta invece preoccupante il dato relativo alle malattie professionali. Nel Piceno le denunce passano da 332 a 387, con un incremento del 16,57%. Si tratta della quarta crescita più elevata tra le province marchigiane, all’interno di un trend regionale che vede le tecnopatie aumentare del 18,61%, passando da 2.595 a 3.078 casi.
Le patologie maggiormente denunciate restano quelle dell’apparato osteomuscolare, seguite dalle malattie del sistema nervoso e dai disturbi dell’orecchio. Numeri che riflettono l’usura fisica e le condizioni di lavoro di molti comparti produttivi.
Secondo Guido Bianchini, i dati confermano la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. «L’aumento degli infortuni e il forte incremento delle malattie professionali mostrano che la ripresa produttiva non è ancora accompagnata da un adeguato livello di prevenzione. Preoccupa la fascia 50-54 anni e la crescita dei casi nella Sanità e nella Manifattura» afferma l’esperto, richiamando inoltre l’attenzione sulla composizione degli incidenti mortali registrati nelle Marche: «Il dato sui mortali, pur stabile, cambia volto: tre vittime sono lavoratori extracomunitari. Serve più formazione mirata, addestramento e vigilanza nei cantieri e nelle fabbriche».
Fonti: dati Inail e Open Data Inail, elaborazione Guido Bianchini, cliccando qui è disponibile l’analisi completa, allargata a tutto il territorio regionale.
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