Danni per maltempo nel Piceno il 1° aprile 2026

 

 

 

Il Piceno sta ancora facendo i conti con le conseguenze dell’ultima ondata di maltempo. Dopo la violenta grandinata che martedì 21 luglio ha colpito in particolare San Benedetto del Tronto e la Riviera, provocando ingenti danni a edifici, attività economiche, auto e coltivazioni, arriva dal Governo il riconoscimento dello stato di emergenza per un’altra pesante ondata di eventi atmosferici, quella che tra il 26 marzo e il 3 aprile aveva messo in ginocchio gran parte del territorio provinciale.

 

Su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza della durata di dodici mesi per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato la provincia di Ascoli Piceno e il comune di Amandola. Contestualmente è stato disposto uno stanziamento iniziale di 4 milioni e 310 mila euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, destinato ai primi interventi urgenti.

 

La decisione è stata accolta con soddisfazione dalle istituzioni del territorio.

Il sindaco FIoravanti e l’assessora Pantaloni

«Il riconoscimento dello stato di emergenza rappresenta una risposta concreta e attesa dal nostro territorio, duramente colpito dagli eventi calamitosi della scorsa primavera – dichiara il sindaco di Ascoli Piceno Marco FioravantiRingrazio il Governo e il ministro Musumeci per l’attenzione dimostrata verso le comunità del Piceno. Questo è un primo passo fondamentale che consentirà di avviare gli interventi più urgenti e di sostenere cittadini, imprese ed enti locali nel percorso di ritorno alla normalità. Continueremo a lavorare in stretta sinergia con tutti i livelli istituzionali affinché il territorio possa ottenere tutte le risorse necessarie per una completa ricostruzione e messa in sicurezza».

 

Sulla stessa linea l’assessore regionale al Bilancio Francesca Pantaloni, che sottolinea come «lo stanziamento deliberato dal Governo sia il risultato di un costante lavoro istituzionale svolto insieme ai Comuni, alla Provincia e alla struttura regionale». La Regione, aggiunge, continuerà a garantire «il massimo supporto affinché le risorse siano impiegate con tempestività ed efficacia».

 

Fabio Salvi

Anche il presidente della Provincia Fabio Salvi parla di un segnale importante. «Dopo mesi di lavoro e di interlocuzione con le istituzioni competenti arrivano le prime risorse indispensabili per affrontare le situazioni più urgenti. Come Provincia continueremo a collaborare con i Comuni e con la Regione per garantire interventi rapidi ed efficaci, con l’obiettivo di restituire piena sicurezza ai cittadini e alle infrastrutture colpite dal maltempo».

 

 

Chicchi di grandine dalle dimensioni abnormi

Ma all’indomani dell’annuncio si apre anche il dibattito sull’entità dei fondi stanziati. Il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Piergallini (Pd) giudica infatti insufficiente la cifra prevista dal Governo: «Il riconoscimento dello stato di emergenza è un atto dovuto e una risposta formale che attendevamo. Tuttavia, le risorse stanziate rappresentano una goccia nell’oceano rispetto alla reale portata dei danni subiti dal Piceno e dal Comune di Amandola. Gli enti locali riusciranno a coprire a stento una parte delle spese di prima somma urgenza».

 

Secondo Piergallini, i 4,3 milioni di euro sono ben lontani dalle necessità di un territorio dove, già in primavera, erano stati stimati danni complessivi per circa 150 milioni di euro, dei quali 60 milioni relativi agli interventi urgenti.

 

 

Enrico Piergallini, vicepresidente del Consiglio regionale

Il consigliere regionale collega inoltre il provvedimento alla nuova emergenza che ha colpito il Piceno questa settimana. «Se questa è l’attenzione che il Governo dedica alle Marche per gli eventi della scorsa primavera – osserva – c’è da essere fortemente preoccupati per i risarcimenti dei devastanti danni causati dalle grandinate di martedì. Continuare a sottovalutare questi eventi calamitosi e a stanziare risorse insufficienti significa mettere seriamente a rischio il comparto agricolo, uno dei pilastri dell’economia marchigiana».

 

Piergallini conclude chiedendo al Governo un piano finanziario «pluriennale e strutturato», in grado di sostenere realmente territori che, nel giro di pochi mesi, sono stati colpiti da emergenze meteorologiche sempre più frequenti e distruttive. Un tema che, dopo la devastante grandinata del 21 luglio sulla Riviera delle Palme, torna con forza al centro del dibattito politico e istituzionale.

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