
I candidati di “Per Ascoli”: al centro Marco Fioravanti, dietro di lui Massimiliano Di Micco
di Adriano Cespi
«La politica regionale del Pd sta distruggendo il nostro Mazzoni. Prima hanno lavorato per indebolire la struttura strategica, e cioè macchinari e personale, ora vogliono addirittura smantellare quella muraria. Attraverso l’operazione dell’ospedale unico a Pagliare». E’ una conferenza stampa tutta incentrata sulle problematiche sanitarie quella che il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Lega e fronte civico, Marco Fioravanti, ed il leader della lista “Per Ascoli”, Massimiliano Di Micco, tengono nella sede di corso Vittorio Emanuele. Un incontro per annunciare una protesta «che io e i candidati consiglieri della mia coalizione – spiega Fioravanti – faremo per dire basta a questa politica sanitaria Dem tutta pro Ancona e Pesaro e contro il nostro capoluogo».

Massimiliano Di Micco
E aggiunge Di Micco: «Il Mazzoni non si tocca, anzi deve riprendere vigore ed efficienza. Per questo ci faremo sentire, al costo di organizzare un sit-in di protesta davanti all’ingresso». Aspiranti consiglieri schierati con la maglietta d’ordinanza con tanto di simbolo della lista riprodotto sul davanti, Fioravanti e Di Micco invitano Claudia Ferrante a rendere note alcune situazioni interne al nosocomio di Monticelli. «Che sia in atto un vero e proprio smantellamento del nostro ospedale – spiega la candidata al Consiglio comunale – è dimostrato da alcune situazioni: inequivocabile quella del reparto di Ostetricia dove c’è un primario costretto a sdoppiarsi con l’ospedale di San Benedetto e dove alcuni macchinari, come ad esempio la vasca per il parto indolore in acqua, non sono operativi mentre al Madonna del Soccorso sì. Risultato? – continua la Ferrante – nel 2015 le nascite sono state 671 e nel 2018, 558 (anche se nel Documento unico di programmazione varato dalla giunta Castelli si parla di 303 nascite nel 2015 e 262 nel 2017, ndr): a dimostrazione che molti ascolani preferiscono far nascere i proprio figli a San Benedetto se non addirittura a Sant’Omero, strutture sanitarie con servizi più efficienti. Non parliamo poi delle assunzioni, sempre più a tempo determinato e tra le cause principali della fuga dei medici verso altri nosocomi. Se poi aggiungiamo che per un’ecografia ci vogliono mesi e mesi di attesa comprendiamo ancora meglio il livello di inefficienza che il Mazzoni ha, purtroppo, raggiunto».

Di Micco, Fioravanti e il sindaco Castelli
Interviene a supporto un’altra candidata: «Immaginate che al pronto soccorso ci sono solo due, tre medici assunti, gli altri sono liberi professionisti». Un attacco frontale nei confronti della Regione quello portato avanti dagli esponenti della lista “Per Ascoli”. Attacco che Fioravanti fa proprio. «Con l’ospedale unico targato Pd è stata scritta la pagina più triste per il Mazzoni e per la nostra città. E non solo, vorrei ricordare al governatore Ceriscioli, che invece di venire a confrontarsi con noi in Consiglio comunale sui problemi sanitari ha preferito la passerella della manifestazione Fritto misto, che la legge regionale approvata dalla sua maggioranza e dai suoi alleati in Consiglio regionale, la numero 8 del 18 aprile, ha di fatto azzerato la numero 30 del 1987 che prevedeva rimborsi economici ai familiari dei malati oncologici ricoverati fuori territorio. Mi viene da dire: se sei povero muori, se sei ricco campi. E’ poi, guarda caso proprio adesso che siamo in piena campagna elettorale, arriva la notizia dei 5 milioni stanziati dalla Regione a favore del Mazzoni: il solito provvedimento elettorale varato adesso per poi essere tolto ad elezioni finite. E’ ora di liberare Ascoli da tutto ciò: basta con liste di attesa lunghissime, basta favoritismi alle Marche del Nord a discapito del Sud».

L’ospedale “Mazzoni” (Foto Vagnoni)
IL DRAMMA DI UNA MALATA ONCOLOGICA
E a testimonianza della “grave penalizzazione che i malati oncologi subiscono dall’introduzione della legge 8 del 18 aprile”, come accusa Fioravanti, un’ascolana, malata di tumore, interviene per raccontare la sua esperienza. «A scanso di equivoci vi dico subito che sono una candidata, di un’altra lista, a supporto di Fioravanti – puntualizza – bene, detto questo, vi racconto cosa mi è successo. Avevo un’azienda con 23 dipendenti che ho dovuto chiudere a causa della malattia, perché io ho il cancro. Tra un po’ dovrò operarmi di nuovo. E, se prima mi veniva rimborsato tutto, ora non riceverò un euro di contributo. Vivo con una pensione di 295 euro al mese e riesco ad andare avanti grazie alla pensione, 500 euro al mese, di mia madre e all’aiuto che mi dà mio marito, dal quale ho divorziato, nonostante lui si sia rifatto una famiglia. Ditemi voi come si può andare avanti così».

Palazzo Arengo (foto Perozzi)
IL LAVORO CHE NON C’E’
Argomento sanità chiuso, è inevitabile non passare all’altro tema più sentito dagli ascolani, e cioè quello della disoccupazione. Una vera e propria piaga se si pensa che il tasso di senza lavoro nel capoluogo Piceno è del 14,5% contro una media regionale del 7,7% e che, negli ultimi 5 anni, 526 ascolani sono dovuti emigrare all’estero in cerca di un impiego. Per Fioravanti la domanda diventa scontata: se Ascoli si ritrova in questa situazione non crede che qualche responsabilità ce l’abbia anche Guido Castelli, che per 10 anni ha amministrato la città con la stessa maggioranza che appoggia ora lei da candidato sindaco? «Io penso al futuro – glissa l’esponente di Fratelli d’Italia – e per me il lavoro è il punto programmatico più importante. Come fatto col gruppo Bosch che ha aperto l’azienda agli stage di alternanza scuola-lavoro così faremo con altre grandi aziende, cercando di convincerle ad investire e creare occupazione nel territorio grazie anche agli sgravi fiscali di cui potranno usufruire per via del terremoto. E non è finita qui – aggiunge Fioravanti – nell’ambito dello “Sblocca cantieri” chiederemo una deroga per poter affidare lavori alle ditte ascolane a chiamata diretta. Un modo questo che ci permetterà, anche, di evitare l’affidamento di appalti pubblici a imprese inquinate dalla mafia, sempre pronte ad approfittare della ricostruzione post-sisma. Un allarme questo, peraltro, lanciato dallo stesso procuratore generale di Ancona».

Il sindaco Guido Castelli
Risposta su Castelli bypassata, Fioravanti chiosa con un piccolo sfogo: «Qualcuno, in questa campagna elettorale, per screditarmi, ha messo in giro la voce che io non avrei mai lavorato in vita mia. Bene, ho fatto intervistare il mio datore di lavoro che ha testimoniato che già a 14 anni lavoravo per lui in un distributore di benzina, ho aggiunto che per anni ho lavorato come operaio in una fabbrica della zona industriale. Ebbene, sapete qual è la voce che questi signori stanno facendo circolare adesso? Che è assurdo solo pensare che Ascoli possa avere un sindaco che ha fatto il benzinaio e l’operaio. Io sono del popolo, vengo dal popolo e con me Palazzo Arengo sarà trasparente. Aperto a tutti gli ascolani. Al contrario di quello che facevano quei politici che c’erano quando io ero appena un ragazzino, chiusi dentro il Comune a gestire il loro potere».
Rss
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