
Lo striscione esposto a Colli in una recente manifestazione (foto d’archivio)
Nel corso delle ultime settimane la neo-insediata giunta regionale ha messo in campo un nuovo attacco alle linee di indirizzo, promulgate dal Ministero della Salute e coadiuvate dalle delibere Aifa, che regolamentano le corrette modalità di somministrazione della pillola RU486, cioè interrompere la gravidanza farmacologicamente.
La soluzione delle destre al problema della “denatalità” finisce per limitare il diritto alla scelta delle donne, impedendo la somministrazione della RU486 nei consultori e aprendo a una revisione delle linee guida degli stessi, prevedendo inoltre la collaborazione con enti privati “Pro-vita”. (Leggi qui il parere dell’Aied di Ascoli).
Il pericolo sussiste non solo per tutte coloro che rischiano di veder messo in discussione il proprio legittimo diritto alla scelta e di tutela alla salute, ma rimanda ad un pericolo più grande di attacco ai diritti civili, sociali e di cittadinanza.
È per queste ragioni che non si può restare indifferenti alle piazze che sabato 6 febbraio si uniranno a presidio per rimarcare la profonda distanza che la posizione promossa da giunta e consiglio regionale ha dagli interessi della cittadinanza!
Perché si pretendono passi avanti e non si tollereranno passi indietro».
Prendendo spunto dalla pillola abortiva, per cui chiedono l’adeguata metodologia di applicazione della legge 194 con la somministrazione della RU486 nei consultori e in day hospital, le donne che hanno promosso la manifestazione ribadiscono la necessità del potenziamento dei consultori e della garanzia di funzionamento dei Centri Anti Violenza (Cav). Si appellano inoltre al «rifiuto delle politiche di odio xenofobo e razzista che promuovono l’idea di “sostituzione etnica”, tali da dipingere la persona straniera come nemica».















