
di Andrea Ferretti
Convalidati gli arresti dei tre componenti della banda ufficialmente ribattezzata come “la banda della spaccata”. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Ascoli davanti al quale sono comparsi oggi il teramano e i due albanesi, residenti tutti nella confinante provincia abruzzese e tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ma già con un nutrito curriculum alle spalle. Per loro è stato fatale il cerchio che gli si è stretto intorno grazie al lavoro congiunto dei Carabinieri della Compagnia di Ascoli e della Squadra mobile della Questura di Ascoli. Indagini apparentemente separate, ma spesso parallele con incroci di dati e verifiche che alla fine hanno fatto scattare il blitz notturno a Pagliare del Tronto. E’ stato infatti lì che, almeno per ora, si è interrotta la carriera criminosa del terzetto. Sono loro gli autori di altri furti con la medesima tecnica della spaccata usando un’auto come ariete? Questo è ancora da verificare.

Le macchinette forzate nel bar di Pagliare pochi minuti prima dell’arresto
E’ invece certo che sono loro ad essere stati beccati con le mani nel sacco. Il sacco era quello che conteneva diverse centinaia di euro in monete da 1 e 2 euro prelevate dalle casse, ma soprattutto, dalle macchinette cambia-soldi che loro provvedevano a forzare con perizia e velocità da guinness dei primati. Si sono rivelate importanti le perquisizioni sia personali che domiciliari compiute dai poliziotti, senza dimenticare il certosino lavoro dei Carabinieri che nei precedenti furti avevano eseguito sopralluoghi e rilievi. Il resto l’hanno fatto le immagini delle videosorveglianze visionate con cura dalle forze dell’ordine e il fiuto di bravi investigatori.

L’ultimo bottino sequestrato
Il tutto è stato coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli che, nel giro di qualche giorno, spera di raccogliere ulteriori risultati che possano portare all’individuazione di altri malviventi specializzati in questo tipo di furto. Del resto appare assai improbabile che i tre che si trovano dietro le sbarre del carcere ascolano del Marino possano essere gli autori di tutti i colpi messi a segno nella zona negli ultimi mesi.
Banda della spaccata in manette Ormai era diventata il terrore della vallata del Tronto














