di Nazzareno Cappelli
Per tutta la campagna elettorale si è parlato di un inciucio già concordato tra Berlusconi e Renzi.
Giornalisti, analisti, commentatori e politici di vario genere sostenevano che l’accordo c’era già da tempo e la legge elettorale era stata così formulata perché tale alleanza potesse realizzarsi.
Poi i risultati elettorali hanno dimostrato sul campo che l’accordo tra Forza Italia e Partito Democratico non era sufficiente per creare maggioranze.
In molti, sempre gli stessi giornalisti, analisti e commentatori, hanno profetizzato un altro tipo di inciucio: quello fra Salvini e Di Maio, vincitori delle elezioni.
L’accordo tra le forze antisistema che hanno ottenuto così tanti voti era possibile sul terreno di alcune convergenze programmatiche e soprattutto sul fatto che la Lega si sarebbe scissa dalla coalizione di Centro Destra.
Ecco quindi come può ipotizzarsi l’incontro tra Di Maio e Salvini per costituire una maggioranza parlamentare.
Salvini: Ciao Di Maio.
Di Maio: Ciao Salvini.
Salvini: Vogliamo provare a fare quest’alleanza?
Di Maio: Si, certamente; io ho 340 palline (228 deputati e 112 senatori);
Salvini: No Di Maio, tu hai 328 palline, perché 12 parlamentari li hai cacciati per l’imbroglio sui rimborsi.
Di Maio: No, l’espulsione era solo una finzione che ho fatto in campagna elettorale, perché i 12 espulsi li riprendo tutti e quindi mantengo 340 palline.
Salvini: Va bene, però, siccome io ho 400 palline (264 deputati e 136 senatori) io faccio il capo e tu fai il vice.
Di Maio: Eh no, caro Salvini!! Tu hai solo 180 palline, perché io l’accordo lo faccio solo con la Lega. Per cui se io ho 340 palline e tu solo 180 io faccio il capo e tu il vice.
Salvini: Eh no, caro Di Maio!! Io non solo non voglio rinnegare un accordo che ho fatto con gli altri partiti della coalizione di Centro Destra, ma non puoi pensare che sia così stupido da rinunciare nell’accordo che faccio con te a 220 parlamentari di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Quindi se vuoi accordarti con me io che ho 400 palline faccio il capo e tu che ne hai 340 fai il vice.
Di Maio: Ci penserò, ma io come faccio a dire ai miei che ho preso tutti questi voti per fare il tuo vice?
L’incontro finisce così e nelle prossime puntate racconteremo gli altri colloqui tesi a costituire altre maggioranze.
*notaio, ex sindaco di Ascoli Piceno














