Chiamiamolo “Ufficio delle Nebbie Pubbliche”

SAN BENEDETTO - L'ultimo caso riguarda le società di pattinaggio di San Benedetto, che non possono usufruire del PalaSpeca a causa del mancato spargimento della vernice skate sul parquet e stanno subendo notevoli disagi.
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Il comune di San Benedetto

 

di Pier Paolo Flammini

 

Se giri per San Benedetto dopo la brutta piega del campionato della Samb e le buche sulle strade, il terzo argomento popolare è quello che riguarda l’Ufficio delle Nebbie Pubbliche. Per quanto l’inverno sia ancora lungo, e ci sia il sole nel giorno della Candelora, il tema dell’Ufficio delle Nebbie Pubbliche sta sopravanzando persino quello del toto-sindaco, ormai senza novità di rilievo da settimane.

 

Dell’Ufficio delle Nebbie Pubbliche si lamentava chi attendeva una bella riasfaltatura di tutto il lato ovest di Viale De Gasperi e via Ulpiani, dal ponte sull’Albula fino alla rotatoria di via Asiago, un bel chilometro di asfalto nuovo in un tratto lunare: soldi stanziati dall’Italgas, neanche un centesimo a carico dell’Amministrazione Comunale nell’ambito di una revisione dei lavori effettuati dall’azienda nei sottoservizi in città. Invece l’autunno se ne è andato, dall’inverno non semo fora e bisognerà aspettare la prossima primavera. Pazienza.

 

I pattinatori di San Benedetto si aspettavano invece che dopo i lavori di manutenzione del PalaSpeca venisse passato sul parquet la speciale vernice skating che consente anche alle rotelle di avere una perfetta aderenza. Invece, seppur si dicano certi che la vernice skating sia disponibile, nessuno l’ha passata sul parquet, e così loro non possono allenarsi al chiuso nei mesi invernali. Risultato? Duecento iscritti alle società di pattinaggio e pattinaggio artistico che si allenano all’aperto anche d’inverno, ma prima devono guardare il cielo se piove e la pista se è umida, sennò sai che capitomboli. E molti cambiano sport, o lasciano del tutto, mentre i più esperti, alcuni dei quali persino nazionali, si devono arrabattare con trasferte per allenarsi fino a Campofilone o Castelfidardo. Cose da pazzi per una città che dal pattinaggio ha ricevuto gli allori più importanti, anche mondiali.

 

Un danno mica da poco per le famiglie ma anche per la città: salta dopo decenni l’annuale Festival Internazionale del Pattinaggio Artistico, che richiama a inizio febbraio campioni del mondo, europei e italiani e un grande pubblico, e rischiano di saltare i campionati interprovinciali e interregionali di marzo.

 

L’Ufficio delle Nebbie Pubbliche alla fine si incrocia con altri Servizi o Disservizi, e la notizia della realizzazione di un dormitorio pubblico proprio di fronte a Villa Rambelli, con restauro e quindi lavori nella casa dell’ex custode arriva al quartiere senza neanche una comunicazione ai residenti (se ci fosse il sole non ci sarebbero le nebbie, certo).

 

E non vorremmo parlare del Ballarin: lavori fermi e neanche quando c’era il sindaco che ne annunciava la ripresa la settimana successiva ci si è mossi, figuriamoci adesso…

 

Infine dall’Ufficio delle Nebbie Pubbliche non arriva nessuna sollecitazione all’Autorità Portuale, che a fronte per una spesa prevista per il 2025 di 118 milioni di euro in conto capitale, destinava al porto di San Benedetto le seguenti briciole: «Nel porto di San Benedetto del Tronto sono previste la sostituzione degli attuali impianti di illuminazione, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza energetica (1,66 mln) e la manutenzione stradale delle pavimentazioni stradali (160 mila euro)». Briciole che nessuno ha visto nel 2025, mentre la città si appresta ad accogliere gli scarti, ehm, i fanghi, altrui.

 

Quante nebbie all’orizzonte.

 

 

 

 

 

 


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