Mozzoni riceve l’appoggio del ministro Mazzi: «Per il turismo lui è il candidato migliore»

SAN BENEDETTO - Il candidato sindaco del centrodestra espone alcuni punti del suo programma nel settore e ottiene il riconoscimento del nuovo esponente del governo
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Andrea Assenti, Nicola Mozzoni, Gianmarco Mazzi, Elena Leonardi

Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi a sostegno della candidatura di Nicola Mozzoni per la poltrona di sindaco di San Benedetto. L’esponente di Fratelli d’Italia, che è al governo da poco più di un mese, ha parlato circa le prospettive del turismo nazionale e regionale soffermandosi ovviamente anche su San Benedetto, per la quale Mozzoni, albergatore ed ex presidente dell’Associazione Albergatori “Riviera delle Palme”, è stato definito dallo stesso Mazzi «il candidato sindaco più indicato per la città. Per questo lo invito già per il martedì successivo al voto del 24 e 25 maggio, al Ministero, perché insieme potremmo fare cose interessanti per il turismo a San Benedetto, magari coinvolgendo anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli».

Fratelli d’Italia, presente all’incontro organizzato all’hotel Relax con diversi esponenti tra cui la coordinatrice regionale e senatrice Elena Leonardi, il consigliere regionale Andrea Assenti, punta, attraverso Mozzoni, a un rilancio del turismo sambenedettese, come dichiarato dallo stesso Mozzoni. Elena Leonardi, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, sottolinea come «la filiera istituzionale stia già portando frutti concreti. La Regione ha saputo far crescere il comparto turistico con un aumento continuo di arrivi e presenze, trascinata soprattutto dai visitatori stranieri. Un risultato possibile grazie a operazioni strategiche come il rilancio dell’aeroporto, trasformato da struttura in fallimento a strumento fondamentale per l’accessibilità. Personaggi come Mancini o Tamberi, campioni che caratterizzano le Marche, sono oggi i volti di una terra che vuole vincere».

Secondo Mozzoni, San Benedetto deve reclamare il suo trono: «Non siamo più la regina del turismo delle Marche, ma vogliamo tornare a esserlo» afferma con decisione. «Il mercato è cambiato: non esiste più il turismo stanziale di venti o trenta giorni e la città deve mettersi al passo accelerando sugli investimenti. Il turismo esperienziale non va confuso con una semplice gita, ma deve diventare un’immersione totale dove il turista si trasforma in un “cittadino provvisorio” dotato di servizi pubblici efficienti. San Benedetto deve essere la locomotiva del Piceno attraverso un approccio “phygital”, unendo la forza del digitale alla concretezza fisica del territorio, seguendo l’esempio di grandi città come Milano e Roma o di regioni come l’Umbria».

Sul fronte della destagionalizzazione, l’obiettivo è un turismo attivo 365 giorni all’anno. «Creeremo un ufficio per eventi costanti e di alto livello» promette Mozzoni, ricordando come il nome di San Benedetto sia «risuonato in tutta Italia grazie a grandi appuntamenti come il concerto di Ricky Martin. Il concetto è ribaltare il mercato: non è solo la domanda a muovere i flussi, ma è l’offerta di qualità a creare nuova domanda. In questo scenario, tornare a investire negli alberghi è prioritario, con il supporto strategico garantito dagli strumenti della Zes».

Mazzi ha parlato dell’importanza del Turismo per le Marche, «che nel 2025 hanno raggiunto quasi i 3 milioni di arrivi e 12 milioni di presenze. Come ha detto Mozzoni occorre creare un Dmo e organizzare il turismo e modernizzarlo, tecnologico e occorre affrontarlo con un approccio molto professionale. Certo le infrastrutture possono limitare, ma bisogna anche capire che a volte per un turista i percorsi anche interni e meno visitati possono essere attrattivi, diversamente da quello che percepiamo quando ci spostiamo per lavoro e impegni. Sulla Bolkestein io spero che non tutto va deciso, capisco la posizione di chi ha lavorato tanto per realizzare le strutture, temo che la corsa ad aprire il mercato vada a favorire le grandi organizzazioni, c’è una posizione critica e non credo che tutto il discorso sia chiuso. Per quanto riguarda la crisi internazionale, va detto che sia gli italiani che gli europei sembrano più propensi a un turismo di prossimità e per paradosso potrebbe agevolare l’offerta turistica italiana».

Il senatore Castelli, o meglio il dottore Mazzi nel suo intervento, conferma il legame profondo con San Benedetto, definendolo uno dei suoi luoghi dell’anima. Dal governo centrale l’attenzione per le Marche è massima, con numeri che parlano di tre milioni di arrivi e 12 milioni di presenze. Il turismo è il pilastro economico della regione, pesando per il 13% sul Pil e arrivando al 25% con l’indotto. Con Ancona che punta a essere capitale della cultura 2028, il martedì mattina dopo le elezioni l’impegno è già fissato: “Il primo appuntamento per Mozzoni sarà con me a Roma per decidere concretamente cosa fare per San Benedetto.” Un’azione ispirata, oggi più che mai, a un profondo ottimismo.



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