Tono deciso e attacchi diretti agli avversari nel corso dell’ultimo intervento di Maria Elisa D’Andrea, candidata sindaco con la lista civica “Merito di più”, in vista delle prossime elezioni comunali a San Benedetto del Tronto.

Maria Elisa D’Andrea
Al centro del discorso, il tema della “novità”, rivendicato con forza: «Siamo noi i nuovi. Siamo quei cittadini che fino ad adesso non si sono candidati, né a destra né a sinistra. Per cui mi dispiace, ma di novità gli altri hanno ben poco».
Non sono mancati affondi verso il centrodestra: «Abbiamo una quantità inverosimile di ex amministratori. Un sindaco, quattro vicesindaci, due amministrazioni. Hanno fatto a turno tra maggioranza e opposizione e ora fanno finta di andare d’accordo».
La D’Andrea ha poi replicato alle polemiche sul presunto conflitto di interessi – legato al fatto di essere moglie del presidente della Sambenedettese, Vittorio Massi – ribaltando l’accusa: «Perché non andiamo a vedere i vostri conflitti di interessi? Molti si sono consumati sulla pelle di questa città. Si deve guardare all’onestà delle persone, non alle chiacchiere».
Spazio anche a una denuncia sul piano del rispetto istituzionale: «Vogliamo comportarci in modo più serio nei confronti delle donne? Sono sempre l’ultima ad essere invitata. Ma quale par condicio?».
La candidata ha quindi rivendicato la collocazione centrista della sua lista: «Siamo gli unici al centro. Saltare da un estremo all’altro non vuol dire essere moderati, ma opportunisti. Il consenso si trova nella coerenza, non sempre nella vittoria».
Infine, critiche ai programmi degli altri schieramenti: «A destra non ho capito, cassa di colmata sì, cassa di colmata no. Ma tanto hanno revocato i 100 milioni. E anche sulla Bolkenstein, incomprensibile. Io spero che troveranno una quadra e ci daranno un’unica versione. A sinistra, invece, potrebbe essere condivisibile la proposta di fare una doppia provincia, ma non mi è piaciuto il momento, troppo vicino alle elezioni. Attualmente la firma solo l’onorevole Giorgio Fede e se lui viene eletto, che succederà di questa proposta? E poi soprattutto questa proposta tiene conto del numero degli abitanti o è solo anche questa per cercare consenso facile, veloce e immediato?».
Chiusura netta con uno slogan in parte anche ironico che riassume la linea della candidata: «Noi siamo nuovi, siamo al centro e soprattutto non abbiamo ancora fatto danni».
(Spazio elettorale a pagamento)
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