Acquasanta taglia sul suolo pubblico per sostenere ricostruzione e commercio

TASSA scontata del 95% per le attività commerciali e del 75% per le imprese edili: misura approvata all’unanimità per evitare nuovi costi ai cittadini e favorire l’accelerazione dei cantieri. Il sindaco Sante Stangoni: «Un aiuto concreto a chi ha perso la casa e a chi tiene vivo il territorio»
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Riduzione del 95% per le attività commerciali e del 75% per le imprese edili. È la misura “forte e netta” approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Acquasanta Terme in materia di occupazione di suolo pubblico.

 

Sante Stangoni

A spiegare la scelta è il sindaco Sante Stangoni, che sottolinea come il provvedimento nasca dall’esigenza di non gravare ulteriormente sui cittadini impegnati nella ricostruzione post sisma.

 

«Con il ritorno al pagamento del suolo pubblico – afferma Stangoni – si rischiava un ulteriore aggravio economico. Questa voce, infatti, non sempre è inserita nei computi metrici dei singoli progetti e avrebbe potuto incidere sulle spese finali di ricostruzione delle abitazioni e dei fabbricati. Con questa riduzione netta vogliamo evitare che i costi si scarichino sulle tasche di chi ha già perso la propria casa».

 

Per le imprese edili la riduzione del 75% rappresenta, nelle intenzioni dell’amministrazione, uno stimolo ad accelerare i cantieri. «Chiediamo alle imprese – prosegue il sindaco – di dedicarsi con ancora maggiore impegno alla ricostruzione. Questa misura serve anche a favorire un’accelerazione dei lavori, senza pesare ulteriormente sui committenti».

 

La decisione tiene conto anche della rimodulazione del Superbonus 110% e delle difficoltà legate ai nuovi assetti normativi. «Abbiamo scelto di intervenire almeno per quest’anno – precisa Stangoni – Se in futuro il costo dell’occupazione del suolo pubblico verrà stabilmente inserito nei computi metrici, evitando rischi di aggravio per i cittadini, valuteremo come rimodulare la percentuale di riduzione».

 

Particolarmente significativo lo sconto destinato alle attività commerciali, che pagheranno soltanto il 5% della tariffa ordinaria. «Le nostre attività sono eroiche – evidenzia il sindaco –  Restare e investire in questi territori significa fare i conti con la carenza di turismo e con una presenza ridotta di residenti, soprattutto fuori dalla stagione estiva. Ridurre drasticamente il costo del suolo pubblico è un modo concreto per sostenerle».

 

Un esempio chiarisce la portata del provvedimento: un commerciante che occupa 100 metri quadrati di suolo pubblico per tre mesi, con un costo ordinario di circa 3.000 euro, grazie alla riduzione del 95% pagherà soltanto 150 euro.

 

«È un importo che non incide in maniera significativa sul fatturato – conclude Stangoni – ma che può fare la differenza per chi ha bisogno di nuova linfa. Tra Zes e bandi recentemente attivati, mi auguro che sempre più misure vadano nella direzione di aiutare le attività che continuano a garantire servizi essenziali sul territorio».

 

Una scelta condivisa dall’intero Consiglio comunale, che – appunto – ha approvato il provvedimento all’unanimità, nel segno del sostegno alla ricostruzione e al tessuto economico locale.


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