Le data delle elezioni politiche del 2027 si avvicina e nel Partito Democratico marchigiano la partita delle candidature è già entrata nel vivo visto che il partito dovrà individuare i nomi da schierare in una tornata che potrebbe ridisegnare gli equilibri del centrosinistra. Il confronto interno è destinato ad intensificarsi tanto che, la prossima settimana, è prevista una riunione nel Fermano per fare il punto della situazione.
Il Pd locale si prepara, in vista delle prossime elezioni politiche, ad una resa dei conti? Dopo anni segnati da tensioni tra correnti, risultati elettorali scoraggianti in moltissimi Comuni e cambiamenti ai vertici regionali, la composizione delle liste rappresenterà un banco di prova decisivo per misurare i rapporti di forza interni e il peso dei territori. Ma, si sa, tutto dipende da Roma.
Tra le candidature considerate più solide c’è quella dell’attuale deputata Irene Manzi, parlamentare maceratese e volto di riferimento dell’area riformista del partito. La sua ricandidatura appare al momento una delle ipotesi più accreditate.
Discorso analogo per Augusto Curti, deputato del Piceno, anch’egli considerato tra i nomi destinati alla riconferma alla Camera. La sua presenza nel territorio e il ruolo svolto in Parlamento lo rendono uno dei profili più competitivi per il collegio delle Marche del Sud.
Accanto ai parlamentari uscenti, tuttavia, iniziano a circolare anche altri nomi provenienti dalle tre province interessate. Nel Fermano non sono da sottovalutare le candidature di Meri Marziali, ex sindaco di Monterubbiano e candidata anche alle politiche del 2022, e quella di Fabrizio Cesetti, ex parlamentare e oggi consigliere regionale.
Una candidatura, la sua, che qualora fosse vincente lascerebbe spazio in Regione a Nicola Loira, ex sindaco di Porto San Giorgio e primo dei non eletti nella lista Pd alle scorse elezioni regionali.
Da non dimenticare, inoltre, il parlamentare Francesco Verducci, oggi rappresentante dei dem del Piemonte ma originario di Servigliano.
Anche nell’Ascolano non mancano figure che potrebbero rivendicare spazio nelle liste, soprattutto tra gli amministratori con maggiore consenso sul territorio ma che non vorrebbero mettersi in contrasto con Augusto Curti.
Mentre nel Maceratese sembra restare forte il peso dell’area che fa riferimento proprio a Irene Manzi.
Al momento nessuna decisione è stata formalizzata, ma il confronto è destinato ad accelerare ed il percorso si annuncia tutt’altro che semplice. Le candidature dovranno infatti tenere insieme gli equilibri tra le diverse aree del partito, garantire una rappresentanza territoriale e valorizzare gli amministratori che negli ultimi anni hanno consolidato il consenso locale.
Se per Manzi e Curti la ricandidatura appare oggi l’ipotesi più probabile, resta aperta la partita per gli altri posti disponibili. Molto dipenderà dalle decisioni della segreteria nazionale, dagli accordi con il livello regionale e dall’evoluzione del quadro politico, che nelle Marche si annuncia particolarmente delicato.
Per il Partito Democratico marchigiano, dunque, la corsa verso le Politiche è già iniziata. E la scelta dei candidati rappresenterà probabilmente il primo vero banco di prova di una fase politica destinata a ridefinire gli assetti interni del partito nella regione.



















