Francesco Viscione

Si sono svolte oggi le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di sviluppo industriale delle valli del Tronto, dell’Aso e del Tesino (Consind).

Per eleggere il nuovo presidente e i consiglieri, gli aventi diritto al voto sono 39. I candidati erano Francesco Viscione (ex assessore e consigliere comunale di Ascoli Piceno) e Domenico (Mimmo) Procaccini presidente uscente dell’ente, fortemente sostenuto dal segretario provinciale del PD, Francesco Ameli e dall’On. Curti.

La prima votazione ha visto Procaccini con 19 voti a favore, Viscione con 16 e 4 schede bianche. La seconda votazione è stata un tête-à-tête, 19 pari e una scheda bianca. Infine ecco arrivata l’elezione: 20 voti per Viscione, 19 per Procaccini. Vince Francesco Viscione di un voto.

Ma le indiscrezioni davano l’ex assessore di Ascoli vincente di 5 voti. Cosa è successo? Chi sono stati i franchi tiratori rispetto agli ultimi accordi presi tra i big del Piceno?

La coalizione che sosteneva Viscione, infatti, era composta da tutto il centrodestra e da diversi esponenti PD dell’entroterra. Non è un mistero che nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra il senatore di FdI, Guido Castelli, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti (FdI), l’ex parlamentare Luciano Agostini (PD) e il sindaco di Folignano Matteo Terrani (PD). Incontro che ha portato alla scelta di Viscione come candidato adatto a competere con Procaccini, proprio per il suo percorso politico nell’ente svolto con moderazione e spirito critico nelle situazioni più delicate come quella del depuratore di Maltignano. Proprio questa sua posizione, un mese fa, aveva portato l’UDC (partito di Viscione) ad ipotizzare la sua candidatura: era un membro della precedente governance del nucleo industriale ma critico su alcuni aspetti. Sulla vendita del depuratore, infatti, si era spesso astenuto o comunque non aveva votato contro. La sua candidatura tuttavia è stata formalmente proposta da 3 sindaci di centro destra ( Acquasanta, Colli del Tronto e Roccafluvione) e 3 sindaci progressisti (Arquata del Tronto, Cossignano e Rotella) in accordo con i “big”. Una scelta bipartisan che avrebbe accontentato tutti. Ma cosa è successo allora? Chi ha disatteso le aspettative e gli accordi? Sta di fatto che dopo il voto per la presidenza, il gruppo di Procaccini ha abbandonato l’aula consentendo, sostanzialmente in solitaria, al gruppo vincente che si riconosceva in Viscione di eleggere i quattro membri del direttivo che sono: Angelo Flaiani di Folignano, Marika Ascarini di Ascoli Piceno, Pasqualino Marzonetti di San Benedetto e Meri Cossignani di Monteprandone.

Chissà se proprio dalla sua Ascoli, qualcuno ha provato a disarcionare Viscione?! Si ricorderà infatti che alle scorse comunali di Ascoli, i “saggi” che selezionavano le candidature a sostegno di Fioravanti avevano tagliato proprio Viscione. In ogni caso, la nuova governance avrà ora il compito di sciogliere parecchi nodi sull’ente che ha bisogno di entrate importanti e di tornare assolutamente a dialogare e confrontarsi con gli industriali perché il Consind sia un mezzo strategico per ottimizzare gli obiettivi di un intero territorio.

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