di Franco De Marco
Meno tasse e una Salaria finalmente veloce per collegare Ascoli a Roma. Giorgia Latini, avvocato, è la capolista della Lega nel collegio plurinominale per la Camera. Nata a Fabriano e residente ad Ascoli, 37 anni, sposata con Felice Santarelli, due figli (5 e 3 anni), ha iniziato l’attività politica a 26 anni. Prima di trasferirsi ad Ascoli ha lavorato per 5 anni a Roma presso il Ministero della Pubblica amministrazione e presso la Camera dei deputati come consulente. Nel 2014 è stata eletta consigliere comunale con la lista civica di centrodestra “Naturalmente Ascoli” in appoggio del sindaco Guido Castelli e nominata assessore alla cultura.
Quali sono i motivi per i quali ha scelto di candidarsi con la Lega?
«La Lega di Salvini è un movimento del buonsenso che mette al primo posto i diritti primari dei cittadini quali sicurezza, lavoro, famiglia, legittima difesa, tasse eque: tutti temi che dovrebbero essere già garantiti e tutelati. È un partito che parla chiaro e che dà realmente la possibilità di fare la politica che, personalmente, ho sempre amato fare: la politica del territorio, quella al servizio della gente. In più Salvini è l’unico leader che può rappresentare degnamente il nostro Paese e ha il coraggio di realizzare il programma. Più lo conosco e più ne sono convinta».
Se sarà eletta lascerà la carica di assessore comunale?

Giorgia Latini con Andrea Maria Antonini
«Un assessorato si basa su un rapporto di fiducia quindi su valutazioni che saranno fatte successivamente. Di certo il mio legame con il territorio non cambierà, anzi sarà ancora più forte e importante. Tutti conoscono il mio legame con Ascoli e uno degli impegni prioritari della mia campagna elettorale è proprio quello di essere, se sarò eletta, un interlocutore permanente e tenace e un portavoce delle esigenze di questo territorio».
Qual è il principale punto programmatico della sua eventuale presenza alla Camera?
«La riduzione significativa della pressione fiscale attraverso la Flat Tax sarà il nostro cavallo di battaglia: non una semplice promessa ma una proposta applicabile, fattibile, chiavi in mano. Solo così l’Italia può davvero tornare a crescere. Niente annunci di una finta ripresa da “zerovirgola” ma un progetto capace di dare impulso ai consumi, alla produzione e all’occupazione grazie ad una maggiore disponibilità di risorse nelle tasche degli italiani».
Nei confronti della città di Ascoli e del Piceno in generale quali sono i tre impegni-proposte legislativi che si sente si prendere con gli elettori?
«Tutela dei presidi ospedalieri montani, difesa delle produzioni tipiche e asili nido gratuiti. Sanità, artigianato e sociale sono temi cari alla Lega. Per la città di Ascoli farò in modo di portare a termine una battaglia sempre disattesa dai governi a marchio Pd: sbloccare i fondi per l’ammodernamento della strada Salaria. La bellezza della nostra terra deve essere accessibile e facilmente raggiungibile».
Come giudica l’azione del Governo e della Regione Marche nei confronti delle popolazioni terremotate e quali proposte-correttivi intende portare avanti una volta eletta?
«Non serve giudicare. Basta guardare in che condizioni ancora vivono i tanti marchigiani che hanno perso la casa a causa del terremoto. Con tutti i disagi che ciò comporta. Il Governo e la Regione Marche sono risultati lontani, incapaci di gestire l’emergenza e schiavi di una burocrazia da loro stessi creata: l’assurda vicenda di nonna Peppina ha fatto il giro del mondo. Noi proponiamo una No Tax Area per le zone colpite dal sisma e il rifinanziamento del fondo per la prevenzione del rischio sismico. Solo così possiamo far tornare i giovani a investire su queste zone e scongiurare lo spopolamento delle aree interne. Portare casette che poi vengono abitate da persone che hanno un’età media di 60-70 anni non serve, occorre attrarre giovani imprenditori».
Qual è la sua ricetta per far ripartire lo sviluppo economico nel Piceno?
«Parlare di ricette non è semplice. In ogni caso dobbiamo ripartire dalla fiscalità e dalla ricostruzione. Sicuramente la No Tax Area per le zone interne colpite dal sisma consentirebbe una ripartenza di queste aree, e, d’altro canto, il lavoro rimane sempre il tema centrale del Piceno. La Flat Tax, ripeto, consentirà di dare impulso ai consumi, alla produzione e all’occupazione. Lo sviluppo economico del Piceno passa anche attraverso il turismo e il rilancio culturale con una promozione e una pianificazione all’altezza delle nostre grandi bellezze».
È favorevole o contraria alla ferrovia Ascoli-Antrodoco per collegare Adriatico e Tirreno?

L’area del cantiere sulla Salaria ad Arquata(foto Anas)
«Sono favorevole a ogni strumento o progetto che possa rimettere al centro il nostro territorio. La viabilità è uno dei punti essenziali del mio programma, ma anche una delle strategie più sensate e urgenti per lo sviluppo del nostro territorio. Collegamenti e infrastrutture sono fondamentali per diventare più competitivi».
Ritiene che ad Ascoli e nel Piceno manchi un evento culturale identitario in grado di attirare un movimento turistico nazionale di numeri significativi?
«No. Ritengo che Ascoli stia già riuscendo a valorizzare la propria identità con ciò che offre: i successi di iniziative come Ascoliva, la giostra della Quintana, Ascoli Piceno Festival, Asculum, sono solo quattro esempi di molti altri che potrei citare di come la città di Ascoli riesca ad attirare turisti celebrando le proprie tradizioni e le proprie tipicità».
Oggi in Italia esiste un concreto rischio di ritorno a ideologie neofasciste? Scioglierebbe i movimenti che si ispirano a tali ideologie?
«No, onestamente non vedo questo pericolo. I movimenti che si ispirano a valori contrari alla nostra Carta Costituzionale sono giustamente da perseguire. Quelli che invece sono ammessi alle competizioni elettorali devono sottostare esclusivamente al giudizio sovrano degli elettori».
Quanto ha previsto di spendere in questa campagna elettorale?
«La mia è una campagna elettorale economicamente frugale ma politicamente sostanziosa fatta di tanti incontri sul territorio che però non prevedono pranzi o cene pagati. Questa è una campagna costruita e sostenuta da tutti i candidati del territorio che stanno lavorando in perfetta sintonia e dai tanti militanti e sostenitori della Lega che ringrazio di cuore. La mia elezione è solo un punto di partenza per potenziare una grande squadra e supportare l’operato di Matteo Salvini sul territorio».
Le ha creato imbarazzo le polemiche sul fatto che suo suocero Pietro Santarelli figura tra imprenditori che hanno avuto finanziamenti da Banca Marche?
«Sono accuse strumentali e datate che non riguardano la mia persona. Per questo preferisco evitare di entrare in polemiche sterili che non fanno bene al territorio e parlare di programma politici e contenuti. Questo dovrebbe il succo di una campagna elettorale».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati