
L’esultanza al termine del match d’andata
di Salvatore Mastropietro
(foto Pierluigi Giorgi)
Il 4-0 rifilato al Catania domenica sera al “Del Duca” ha avuto risonanza nazionale e ha proiettato l’Ascoli a un passo dalla finalissima playoff valevole per la conquista dell’ultimo posto per la Serie B 2026-2027. Le reti di Corradini, Guiebre, Gori e Milanese hanno disegnato un vantaggio a dir poco netto, senza precedenti in una gara di questo livello. Eppure mister Francesco Tomei non vuole sentire parlare di missione compiuta. Lo ha detto chiaramente già nel post partita dell’andata: «Conosco il calcio e il mio lavoro e so che può succedere di tutto. L’errore più grande che possiamo commettere è pensare di aver fatto qualcosa. C’è ancora il secondo atto da giocare in uno stadio come quello di Catania».
Parole che non suonano come pretattica. Perché il “Massimino” sarà tutto esaurito – nonostante la delusione alle stelle in tutto l’ambiente rossoazzurro – e i bianconeri si troveranno di fronte una squadra che cercherà di partire a mille per riaprire una sfida che sulla carta sembra già chiusa. Resistere alla prima ondata, soprattutto nella prima parte di gara, sarà probabilmente la chiave della serata.
I tifosi bianconeri non potranno essere al seguito della squadra: la Prefettura di Catania ha disposto il divieto di trasferta, in una decisione volta a stabilire una sorta di parità di condizioni rispetto a quanto accaduto all’andata, quando la decisione era figlia dei disordini seguiti a Lecco-Catania. Una scelta abbastanza incomprensibile, considerando che i sostenitori bianconeri non si sono mai resi protagonisti di situazioni simili nel corso della stagione, ma che non stupisce visto il modus operandi ormai consolidato.
Sul fronte formazione, Tomei potrebbe apportare un paio di variazioni rispetto all’undici dell’andata, senza però stravolgere più di tanto: tra i sei giorni che separano questa sfida dall’eventuale andata della finalissima (fissata per le ore 21 del 2 giugno) e la necessità di ipotecare definitivamente la qualificazione già nel primo tempo, non sembra all’orizzonte una mezza rivoluzione. I candidati più accreditati a una maglia da titolare sono Milanese, in ballottaggio con Rizzo Pinna e Corradini, e Chakir. Pronti all’occorrenza anche Pagliai, Del Sole o Oviszach. L’approccio strategico dovrebbe ricalcare quello già visto domenica e contro il Potenza: prendere in mano il match per poi mantenere alto il livello tecnico e atletico con l’inserimento di forze fresche intorno all’ora di gioco.
A dirigere Catania-Ascoli sarà Edoardo Manedo Mazzoni della sezione di Prato, nato nel 1998 e al terzo anno in Can C. Primo precedente assoluto con i bianconeri, terzo con il Catania (due vittorie nella stagione in corso). Ha già diretto una gara nei playoff in corso: Cosenza-Casarano 1-5 del secondo turno del girone C, disputato il 6 maggio. Al suo fianco gli assistenti Matteo Lauri di Gubbio e Gianmarco Macripò di Siena; quarto ufficiale Stefano Striamo di Salerno. Al VAR Lorenzo Maggioni di Lecco, assistito da Maria Marotta di Sapri.
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