
Mister Tomei e il presidente Passeri (foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
Finisce 2-1 per il Catania, ma per il Picchio è una sconfitta indolore perché il complessivo 5-2 parla una lingua chiarissima: l’Ascoli ha archiviato la pratica con piena autorità e si è guadagnato il diritto di giocarsi la promozione in Serie B nella doppia finale contro l’Union Brescia, in programma il 2 e il 7 giugno.
A prendere la parola nel post partita è stato prima il presidente Bernardino Passeri, visibilmente emozionato ai microfoni di “Rai Sport”: «Già partecipare a queste partite per noi è un grande obiettivo raggiunto. In queste cornici ancora di più. I miei ragazzi sono stati bravi, non era facile venire fuori da qui con una sconfitta indolore». Sul ruolo di favoriti contro il Brescia che alcuni addetti ai lavori hanno affibbiato al suo Ascoli, Passeri preferisce non sbilanciarsi: «Questa squadra l’abbiamo rifondata dieci mesi fa, la finale ce la giocheremo e poi vedremo che succede, ma con questi ragazzi e questo carattere si può andare ovunque. Alla città di Ascoli dico che il 50% di questi risultati è frutto della grande sinergia avuta con tutte le componenti. È una città magica e vedremo se riusciremo a fare anche il miracolo».
Mister Francesco Tomei ha analizzato la gara con la consueta lucidità: «Mi immaginavo proprio questo tipo di partita. Noi non abbiamo tutta questa fisicità ma faccio i complimenti ai ragazzi perché siamo stati in grado di sporcarci quando ce n’è stato bisogno. Se il Catania mette la partita in queste direzioni ti può creare problemi. Detto ciò, se avessimo fatto gol nel primo tempo l’avremmo indirizzata prima, ma va bene così». Sguardo già alla finale: «Adesso la cosa importante è tornare a casa e recuperare, giocare ogni tre giorni è davvero dura. Secondo me abbiamo meritato di giocare queste due partite, faccio ancora i complimenti ai ragazzi per il percorso in campionato e in questi playoff. Io ho la fortuna di allenare un grande gruppo, sappiamo che oggi bisognava ruotare e lo abbiamo fatto anche grazie ai cambi: chi entra riesce sempre a dare una bella scossa».
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