facebook rss

La sfida di Frenquellucci:
«Chi ha ridotto la città così
non può risolvere i problemi»

ASCOLI - Il candidato della coalizione composta da Pd, Psi, Art.1, Attivamente e Territorio è Sviluppo parla a tutto campo su programma, squadra e futuro. «La bonifica della Carbon è uno dei passaggi fondamentali. Va ricostruito un rapporto forte con il privato riaprendo anche un confronto per vedere qual è la situazione attuale e le eventuali difficoltà. Deve essere il simbolo di Ascoli che rinasce anche con un concorso di idee internazionale per dare un' idea nuova ed innovativa di città»
lunedì 6 Maggio 2019 - Ore 10:52
Print Friendly, PDF & Email

Pietro Frenquellucci (Foto Andrea Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

Giornalista in pensione, 61 anni, ora si ritrova dall’altra parte della “barricata” come candidato sindaco della formazione di centrosinistra composta da quattro liste (Pd, Uniti per Ascoli Psi-Art1, Attivamente, Territorio è Sviluppo). Ma anche nella campagna elettorale che inizia a surriscaldarsi, Pietro Frenquellucci, sposato e padre di due figli, non si scompone e non perde il suo savoir faire.

Frenquellucci che effetto le fa vivere questa esperienza non più da cronista?

«Da una parte è più comodo perché mi ricordo quanto affanno c’era per rintracciare candidati e politici quando c’era bisogno di chiedere qualcosa e c’era un fuggi fuggi generale. Sento molto il peso della responsabilità già adesso perché quando dici qualcosa devi riflettere coin attenzione perché ci sono poi effetti e riflessi su chi ascolta e legge»

Ci racconti come è nata la sua candidatura? E’ stata una cosa imprevista o preparata da tempo?

«E’ nata in modo molto leggero, nel senso buono della parola. Non ci sono stati riunioni notturne o “sottoscala”. Intorno alla metà di marzo mi è stata fatta una proposta da parte di questo schieramento che recepiva una indicazione che veniva da alcuni amici con cui avevamo condiviso idee, politiche e ragionamenti in diverse occasioni. Quando mi è arrivata la proposta ho chiesto del tempo per valutare contenuti, condizioni e soprattutto il progetto politico alla base

Palazzo Arengo (foto Perozzi)

Si tratta di un progetto politico di rinnovamento completo. Le nostre liste sono le più giovani, al di là di Fuori del tunnel a cui facciamo gli auguri. Viste le prospettive ho accettato condividendo tutta una serie di valori e proposte dentro al progetto e che rappresentano oggi il mondo del centro sinistra»

Dopo 20 anni di centrodestra abbastanza marcata, la città secondo lei è pronta ad una alternativa di governo?

«Sono convinto che l’ alternanza al governo, in qualunque tipo di istituzione sia salutare, indipendememte da chi governa. per portare nuove idee, energie e proposte. Soprattutto quando si arriva, come nel nostra caso, con una città con il fiato corto, in difficoltà, con la percezione di una cittadinanza intellettualmente dimessa, sfiduciata. E’ il momento di cambiare e percepisco questo bisogno»

Negli ultimi anni Ascoli è scesa sotto i 50.000 residenti, come si inverte questo trend negativo?

«Se siamo arrivati in questo punto, in cui ci sono i problemi di cui abbiamo parlato anche prima, è naturalmente necessario cambiare. Non è possibile che chi ha governato fino ad oggi ed avrebbe dovuto risolvere i problemi, ed oggi scopre che ci sono i problemi, sarà capace di risolverli. E’ un gioco a cui non possiamo sottostare. Le mie ricette? Inizio dal centro storico, ad esempio. Penso ad esempio ad un piano di edilizia convenzionata per garantire alla giovani coppie di andarci a vivere per dare continuità di vita. E’ fondamentale. Significa riportare servizi, attività commerciali, riorganizzare la vita quotidiana. Un altro passaggio è portare studenti universitari a stare in centro. Anche qui pensando ad un’edilizia specifica, organizzando luoghi e spazi dove stare dopo le lezioni e prevedendo una mensa come momento di aggregazione. Uno spazio dove studiare, confrontarsi, tipo co working»

E la Carbon?

«La bonifica è uno dei passaggi fondamentali per risolvere i problemi. Va ricostruito un rapporto forte con il privato riaprendo anche un confronto per vedere qual è la situazione attuale e le eventuali difficoltà. Deve essere il simbolo di Ascoli che rinasce anche con un concorso di idee internazionale per dare un’ idea nuova ed innovativa di città»

La divisione nel centrodestra può avvantaggiarvi o anche voi pagate la presenza di una lista a sinistra?

«Il centro sinistra penso che non sia diviso. C’è una lista di area che si richiama alla sinistra e che ha tutta la legittimità ad essere presente. Vorrei però essere chiaro: il centrosinistra non è qualcosa di teorico o di ipotetico, ma ha caratteristiche ben precise e si riconosce nella coalizione che mi appoggia nella tornata elettorale. Anche noi abbiamo fatto due liste civiche in appoggio, ma non sono due liste fatte da aspiranti assessori. Rappresentano due realtà della nostra città che è cosa ben diversa. Rappresentanto frazioni e giovani»

Il terremoto ha colpito profondamente Ascoli con oltre duemila sfollati, come si rimarginerà questa ferita?

«Dobbiamo essere attenti e vigili sia per evitare infiltrazioni criminali nella ricostruzione sia che per la fame di lavoro si abbassi l’attenzione sulla sicurezza e la qualità del lavoro stesso. La ricostruzione è anche un’ opportunità economica perché arriveranno tantissimi finanziamenti dandoci la possibilità di riconsiderare la città nel suo complesso. Il centro storico ad esempio può essere riorganizzato mantenendo le sue vocazioni sia residenziali sia turistiche. Ci sono tante opportunità da sfruttare anche nel campo della digitalizzazione pensando ad esempio alle app per indirizzare i turisti sui luoghi da visitare e le attività commerciali»

Spesso e volentieri ha parlato dei giovani nella sua campagna elettorale, che farà per loro?

«E’ da ricostruire, innanzitutto, in città una rete di comunità fatti di luoghi di incontro che sono fondamentali. Altrimenti ci si isola o si vive in modo estemporaneo dentro un bar. Ricostruiamo allora spazi nei quartieri e nelle frazioni per consentire uno scambio di esperienze e conoscenze tra le varie generazioni. Non penso a ghetti o centri sociali per giovani e per anziani. Ma spazi dove ci sia confusione di esperienze. Possono essere spazi coperti o anche giardini da tenere puliti»

La ciminiera dell’ex Carbon

Ha pensato ad una eventuale squadra di assessori?

«Ci ho pensato, ma non mi pensa corretto di fare proposte o annunciare persone quando ancora non si ha in mano la possibilità. Però non sono dell’idea che l’assessore debba essere un tecnico del settore. Deve essere una persona che ha una visione politica del settore di cui si deve occupare. Per i tecnici ci sono dirigenti e funzionari»

Quale sarà il primo atto che firmerà da sindaco?

«Voglio mettere insieme tutte le energie e le risorse della città per aprire un dibattito serio sul lavoro con le forze sociali, le associazioni e tutti coloro che possono portare un contributo. Devono essere messi insieme in un laboratorio sul tema che è vitale. Dal lavoro deriva tutto: sostegno alla famiglia, svago, commercio. Tutto diventa possibile se c’è lavoro. E’ il primo atto che faremo se la città tornerà ad essere amministrata dal centro sinistra»


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X