facebook rss

Giorgio Ferretti (Casa Pound):
«Riacquistiamo i parcheggi, stop varchi
Discontinuità totale con il passato»

ASCOLI - Trentadue anni, è sostenuto dalle liste CasaPound Italia e Osa. «Contiamo di crescere rispetto al 3,5% delle politiche. Nè Fioravanti nè Celani rappresentano il nostro pensiero»
martedì 7 Maggio 2019 - Ore 07:11
Print Friendly, PDF & Email

Il candidato sindaco Giorgio Ferretti

di Franco De Marco

Giorgio Ferretti, sostenuto dalle liste CasaPound Italia e Osa, esponente storico nonostante la giovane età del movimento di destra, vuole interpretare le istanze soprattutto dei giovani e una politica che non abbia più nulla con il passato.

Candidato sindaco Giorgio Ferretti si descriva agli elettori. Racconti la sua storia personale di vita e di politica e perché gli ascolani la dovrebbero votare.

«Ho 32 anni, appassionato di sport di squadra, da sempre seguo con passione la politica. Ho iniziato la mia militanza da giovanissimo e dal 2008 sono il responsabile provinciale di CasaPound. Nel movimento ho ricoperto la carica di responsabile regionale dal 2011 al 2016 per poi tornare a dedicarmi principalmente alla mia città a cui sono profondamente legato».

Penso di incarnare lo spirito di rinnovamento e la discontinuità con l’attuale politica cittadina. Gli ascolani dovrebbero votarmi per portare una ventata di novità nel panorama politico e per assicurarsi di avere un combattente in Consiglio comunale».

Illustri i tre interventi operativi qualificanti per la rinascita della città, indicando anche dove reperirà le risorse necessarie, che farà nel caso diventerà sindaco o che comunque sosterrà anche in seguito.

«Nel caso diventassi sindaco avvierei immediatamente l’iter per il riacquisto dei parcheggi che sono attualmente i più cari delle Marche. Una risorsa per i bilanci comunali che è diventata invece un onere grazie alle concessioni firmate e confermate dalle precedenti Amministrazioni, nessuna esclusa. Le risorse possono essere trovate nell’utile netto prodotto dai parcheggi che ripagherebbero l’eventuale mutuo necessario al riacquisto.

Altro intervento a costo zero è quello dello spegnimento dei varchi elettronici che potrebbe riportare gli ascolani a frequentare il centro di Ascoli, città da sempre a misura d’uomo, ma attualmente paralizzata dalle scelte politiche che non hanno portato flussi turistici tali da sopperire all’economia di prossimità come promesso.

Per incentivare la piccola e media impresa m’impegnerei fin da subito ad istituire un fondo comunale di prestito a tassi agevolati, senza intermediazione bancaria, per incentivare i progetti commerciali dei giovani e delle famiglie, trovando le risorse in qualche bando europeo ad hoc, o tagliando gli sprechi».

Quale risultato elettorale minimo si aspetta con le due liste che lo sostengono?

«Inutile parlare di minimi e di massimi, ripartiamo da uno zoccolo duro di mille elettori (3,5%) che ci hanno concesso la fiducia alle scorse politiche e puntiamo a crescere».

In un eventuale ballottaggio tra Marco Fioravanti e Piero Celani chi sceglierà?

«Entrambi non rappresentano il nostro pensiero e il nostro modo di fare, sono espressione di gruppi e partiti che hanno già amministrato la città con i risultati che vediamo. Noi ci poniamo come discontinuità dal passato. Nel caso di un ballottaggio è primario mettere al primo posto la città di Ascoli, a discapito dell’interesse personale e partitico. Sarà magari possibile aprire un dialogo per capire se nei programmi c’è spazio per le nostre proposte e per le nostre idee. A quel punto faremo le nostre valutazioni. Ad oggi viaggiamo su un binario molto diverso da tutti e due».

Dove ha sbagliato, o cosa non ha fatto e avrebbe dovuto fare, il sindaco Guido Castelli nel corso delle sue due legislature?

«Guido Castelli non ha risolto i nodi cittadini più importanti. Non ha dato seguito alla delibera consiliare del 2012 per il riacquisto dei parcheggi, ha privilegiato la grande distribuzione rispetto al centro cittadino, ha svenduto il patrimonio comunale delle aziende partecipate, a cominciare dalla PicenoGas. Nel complesso non è riuscito a dare una direzione politica in grado di mettere Ascoli in posizione di forza di fronte alle sfide del futuro, anzi, ci lascia una città remissiva, sfiduciata, ferma economicamente e abbandonata dai giovani. Una inversione di tendenza appare necessaria».

Il parcheggio di Torricella

Pedonalizzazione del centro storico: di più, di meno o va bene così?

«Basta con le pedonalizzazioni estremizzate. Avete mai fatto un giro nella zona delle poste centrali? Deserta. Sembra di essere sul videogioco “Silent Hill”. Le aree pedonali devono essere correlate con l’afflusso delle persone. Dobbiamo far tornare le persone a vivere Ascoli, poi forse possiamo procedere con le pedonalizzazioni necessarie, mentre invece in questi anni è stato fatto il contrario: prima si sono chiuse le strade al traffico, poi si è cercato di riempirle di pedoni convinti che la sola chiusura portasse flussi turistici immani».

Si spende troppo per la Quintana e poco per altre manifestazioni che potrebbero attrarre i turisti?

«Credo che rievocazioni storiche e altre manifestazioni non vadano messe in antitesi. Dobbiamo trovare a tutte la giusta dimensione. Rivedrei però il format del Fritto Misto, in modo da coinvolgere tutte le piazze ascolane e non solo una zona, sull’esempio degli “Aperitivi Europei” di Macerata. E’ una manifestazione dal grande potenziale che potrebbe caratterizzare Ascoli ma che attualmente ha il freno a mano tirato».

Il maggior difetto e la qualità migliore degli ascolani?

«Forse manca all’ascolano quella mentalità imprenditoriale che in altre zone d’Italia ha portato tipicità locali o caratteristiche particolari della città (anche di qualità estremamente inferiori alle nostre) a diventare fonte di reddito e traino dell’economia locale.

Il nostro pregio è invece quello di “sentirci popolo” oltre i confini geopolitici e le fazioni, conservando le tradizioni e facendo fronte comune alle difficoltà, con un attaccamento e un amore per la città che non ha eguali, anche quando per qualche motivo ci troviamo lontani da Ascoli per lunghi periodi. E’ un discorso di attaccamento che non riscontro altrove».

Nuovo ospedale baricentrico o che cosa per i prossimi 20 anni nella Sanità?

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (foto Vagnoni)

«Una delle sfide del prossimo decennio sarà quella di mantenere l’ospedale territoriale “Mazzoni” che la Regione vorrebbe ridurre ad un ambulatorio per far posto a una cementificazione della Vallata e ad una nuova struttura a Spinetoli. Difendere il servizio, la vicinanza delle cure, i posti di lavoro che ruotano intorno al nostro ospedale deve essere la priorità indipendentemente da chi diventerà sindaco. Dobbiamo catalizzare gli ingenti investimenti previsti per la struttura unica sugli ospedali già presenti in modo da migliorarne le criticità che ci sono, a cominciare dalle liste d’attesa. Da sempre ci facciamo promotori di un’Azienda sanitaria “Marche sud”, che possa aiutarci a riequilibrare la spesa regionale per la sanità da decenni sbilanciata verso il nord della Regione».

Lei si colloca all’estrema destra. Qual è la sua visione di città del futuro?

«Non mi piacciono le etichette, preferisco che le persone si facciano la propria idea senza questo tipo di condizionamenti, ma valutando giorno per giorno l’azione sul territorio.

Vorrei che Ascoli tornasse una città di riferimento per il centro Italia, vitale, positiva, all’avanguardia, con servizi adeguati alle esigenze, ma soprattutto che non costringa i giovani ad andarsene per cercare quel lavoro che ad oggi la città non offre. Abbiamo tutte le carte in regola per essere il motore di noi stessi, ma dobbiamo ritrovare fiducia e cambiare passo, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative».

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X